Governo May si sfalda: si dimette ministro Brexit

9 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Un fulmine a ciel sereno è quello che oggi si è abbattuto sul governo inglese. Il ministro con delega alla Brexit, David Davis ha rassegnato le sue dimissioni in polemica con la linea soft adottata dalla premier Theresa May nei negoziati con Brixelles.

“La direzione della politica intrapresa da May nella migliore delle ipotesi lascerà la Gran Bretagna in una posizione debole per i negoziati”.

Così in una nota ha dichiarato Davis che non è riuscito a mandar giù l’esito del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso a Chequers in cui la May è riuscita a far passare una nuova proposta, quella di introdurre un’area di libero scambio con Bruxelles che dovrebbe eliminare la necessità di dazi sull’import-export, mantenendo aperta la frontiera fra le due Irlande e al tempo stesso permettendo al Regno Unito di controllare l’immigrazione e stringere patti commerciali con altri paesi.

Una strategia più conciliante del previsto che a molti è apparsa come un tradimento all’esito del referendum del 2016 e che al ministro Davis proprio non è piaciuta. Dopo le sue dimissioni l’esecutivo inglese è stato chiamato a trovare un sostituto incaricato di gestire i negoziati sulla Brexit: sembra che il nuovo ministro che coprirà uno dei ruoli politici più complicati di tutta la regione europea sarà il 44enne Dominic Raab, membro del partito dei conservatori al governo.

Ma intanto il governo potrebbe perdere altri pezzi importanti. La posizione del ministro infatti non è isolata e potrebbe spingere altri a fare altrettanto. Tra i primi a seguirlo a ruota c’è stato il titolare degli esteri, Boris Johnson e altri deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith, che hanno definito il gesto di Davis coraggioso e da uomo di sani principi, potrebbero andarsene. In tutto sono tre i vertici del governo conservatore che hanno lasciato l’incarico per protesta contro la linea assunta dall’esecutivo.

Laconico il commento del presidente del consiglio nazionale del Labour, Ian Lavery secondo cui “Il Partito Conservatore è ormai nel caos“. Gli ultimi sondaggi danno il centro sinistra guidato dal Jeremy Corbyn in testa nelle intenzioni di voto.

Il rischio è che le dimissioni di Davis inneschino un effetto domino, che travolga il governo inglese e porti il paese ad elezioni anticipate e dalla sponda degli irriducibili remainer c’è anche chi rilancia l’idea di un referendum bis sulla Brexit. Il caos è totale e sui mercati la sterlina è in caduta libera sia rispetto all’euro sia al dollaro Usa (vedi grafici sotto).