Brexit, se sarà “dura” Jaguar Land Rover minaccia di tagliare investimenti
Nel caso di un accordo ‘duro’ sulla Brexit, la casa automobilistica inglese Jaguar Land Rover minaccia di tagliare investimenti nel Regno Unito. Il primo gruppo di auto del paese stima che un’uscita dall’Unione Europea senza un’intesa ben definita metterebbe in pericolo i suoi 40 mila dipendenti sul suolo britannico e 80 miliardi di sterline di investimenti in UK.
BMW, Airbus e anche Siemens hanno lanciato avvertimenti simili sulle conseguenze di una Brexit “hard” in passato. Nel caso di Jaguar è stato Ralf Speth, direttore generale del gruppo controllato da Tata Motor, a lanciare l’appello in un comunicato in cui si dice che i costi supplementari e i ritardi nella spedizione dei pezzi dall’estero ridurrebbero di 1,2 miliardi di sterline l’anno gli utili della casa automobilistica.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.