Borse cinesi in calo: Hong Kong chiude a -0,65%, Shanghai cede lo 0,16%
Le borse cinesi hanno registrato una chiusura negativa, influenzate dalle crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dalle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha subito una flessione dello 0,65%, segnando la settima sessione consecutiva di calo. In questo periodo, l’indice ha perso complessivamente il 6,8%.
Particolarmente colpiti i titoli dell’e-commerce, con Alibaba che ha visto un calo del 5,4% e Jd.com del 3%. Queste aziende, insieme a PDD Holdings, ByteDance e Xiaohongshu Technology, sono attualmente sotto la lente delle autorità regolatorie cinesi per presunte pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping online ‘618’.
Anche l’indice di Shanghai ha chiuso in ribasso, registrando una perdita dello 0,16%. Nel corso del mese di giugno, l’indice ha accumulato un calo complessivo del 2%.
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La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI
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Gli economisti interpellati da Bloomberg prevedono un aumento del tasso sui depositi di un quarto di punto, portandolo al 2,25%. Ciò renderebbe l’istituto di Francoforte la prima grande banca centrale al mondo ad aumentare i tassi in risposta al conflitto.