Borsa USA pagina 168
Quando manca mezz’ora all’avvio degli scambi i future sui principali indici della Borsa Usa hanno invertito la tendenza e ora scambiano in rialzo, mentre le Borse europee riducono le perdite dopo essere scese ai minimi in oltre un anno di tempo. La pioggia di vendite che si è abbattuta sui mercati da ieri sembra essersi
Chiusura in forte a calo ieri a Wall Street dopo l’annuncio del presidente Usa di volere imporre tariffe del 25% su prodotti realizzati in Cina e importati negli Stati Uniti aventi un valore annuo di “circa 60 miliardi di dollari”.  Nel finale,  il DJIA ha ceduto 722,21 punti, il 2,93%, a quota 23.960,10. L’S&P 500 ha
Alla paura legata al futuro del settore tecnologico si uniscono i timori di una guerra commerciale a tutto campo dopo che Donald Trump ha imposto 50 miliardi di dollari di dazi contro i prodotti importati dalla Cina. Lo scenario più pessimista si sta avverando: la Federal Reserve ha assunto un approccio più aggressivo del previsto sul
Chiusura in lieve rialzo ieri per la Borsa di New York.  Come previsto, la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base all’1,5-1,75%. A rincuorare è il fatto che la Fed ha lasciato a tre il numero delle strette previste nel 2018 ma il mercato resta convinto che una quarta potrebbe comunque esserci. Nel finale,
Gli operatori e gestori di Wall Street sono convinti che sia la guerra commerciale, che si inquadra in un contesto di una tendenza sempre piĂą pronunciata ai protezionismi e ai nazionalismi, il rischio principale per i mercati finanziari in questo momento. Lo dice un sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch tra fund e
Le Borse hanno con ogni probabilità già toccato l’apice della fase rialzista che si protrae ormai da nove anni. Lo sostiene Morgan Stanley, che in un report cita all’origine della sua teoria le attività di trading e i cambiamenti identificati nel sentiment degli investitori negli ultimi mesi.Il mercato azionario, dopo aver subito un tonfo del
Seduta in rialzo per Wall Street ieri con gli indici che sono riusciti a rimbalzare all’indomani di un sell-off provocato dai tecnologici a causa dell’affaire Facebook (-2,6%). Gli investitori si preparano all’annuncio della Fed che oggi dovrebbe optare per il sesto rialzo dei tassi dal dicembre 2015. Il DJIA ha guadagnato 117,8 punti, lo 0,48%,
Chiusura pesante ieri a a Wall Street su cui pesa il caso Facebook. Il Dow Jones ha perso l’1,34% a 24.611,87 punti, il Nasdaq ha ceduto l’1,84% a 7.344,24 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,42% a 2.712,95 punti. Alla chiusura delle contrattazioni, l’ euro è scambiato a 1,2342 dollari. Facebook ha bruciato quasi
Chiusura contrastata ieri alla Borsa di New York con gli investitori alle prese con dati macronomici incoraggianti, timori di guerre commerciali e un apparente intensificarsi del pressing sul presidente americano in merito al cosiddetto Russiagate. Nel finale il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato oltre 103 punti, lo 0,4%, a quota 24.862. L’S&P 500 ha finito poco
Chiusura in rosso ieri a Wall Street che sente il peso delle preoccupazioni di guerre commerciali, specialmente tra gli Usa e la Cina. A pesare è stato anche il calo inatteso delle vendite al dettaglio di febbraio, cosa che ha spinto Goldman Sachs, JP Morgan e la Federal Reserve di Atlanta a ridurre le rispettive stime sul Pil