Protezionismo di Trump spaventa Wall Street, Dow affossato: -3%
Chiusura in forte a calo ieri a Wall Street dopo l’annuncio del presidente Usa di volere imporre tariffe del 25% su prodotti realizzati in Cina e importati negli Stati Uniti aventi un valore annuo di “circa 60 miliardi di dollari”. Nel finale, il DJIA ha ceduto 722,21 punti, il 2,93%, a quota 23.960,10. L’S&P 500 ha perso 68,21 punti, il 2,52%, 2.643,73. Il Nasdaq Composite ha segnato un -178,61 punti, il 2,43%, a quota 7.166,68. La fuga verso porti considerati sicuri ha spinto il rendimento del Treasury a 10 anni al 2,843% dal 2,901% di ieri.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo