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La politica monetaria della Bce resta invariata; Draghi si è detto nuovamente fiducioso sull’accordo fra Roma e Bruxelles sulla manovra. Ma “la Bce non finanzierà deficit”
Oggi la riunione del Consiglio direttivo della Bce ma si prevede che non apporterà molte modifiche: attenzione alta sui rischi globali attuali.
Così Adrian Hilton, gestore obbligazionario di Columbia Threadneedle Investments secondo cui però ci sono nubi all’orizzonte.
“Non ci aspettiamo nessun annuncio rilevante di politica monetaria nel corso del meeting della Bce previsto per giovedì 25 ottobre. Il presidente, Mario Draghi, probabilmente si concentrerà più su aspetti tecnici relativi ai reinvestimenti del portafoglio della Bce, compresa una possibile ricalibrazione dei criteri di capital key dei singoli paesi utilizzati per l’acquisto di bond”,
In accelerazione a settembre il tasso annuale di crescita dell’aggregato monetario M3 che passa a +3,5% dal +3,4% di agosto (dato rivisto da +3,5%).Lo rileva la Bce secondo cui a luglio l’aggregato aveva registrato un’espansione del 4%, in linea con le attese degli analisti (+3,5%).
Secondo BofA Merrill Lynch la Bce potrebbe aggiornare in termini peggiorativi per l’Italia la capital key, che regola il paniere del Qe
Per l’Italia l’euro è troppo forte del 9%, in Germania invece è dell’11% sottovaluto: le stime dell’FMI dipingono un quadro senza via d’uscita per la regione.
L’outlook di Richard Booth, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset (gruppo Legg Mason) in vista della prossima riunione della Bce.
Violare le regole del patto di stabilità come sta facendo il governo italiano non porterà prosperità, bensì un costo più elevato per tutti e 27 i paesi dell’Unione Europea.
“Gli strumenti di politica monetaria della Bce sono sufficientemente potenti per riportare l’inflazione verso il target”. così il capo economista dell’istituto centrale Peter Praet.“La nostra forward guidance sui tassi e la politica di reinvestimento offrono un’efficace combinazione di strumenti a supporto di un duraturo ritorno dell’inflazione al di sotto ma vicino al 2%.