La crisi in Italia non cambierà la politica della BCE: oggi la riunione

25 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

L’Italia non muterà la politica monetaria della Bce. Oggi si tiene la riunione della banca centrale in cui il presidente Mario Draghi dovrà ancora confermare la fine del programma di Quantitative easing alla fine del 2018, ma soprattutto la riunione di oggi sarà incentrata sulla valutazione dei rischi globali.

Gli analisti non si attendono grosse decisione dalla riunione di oggi, nonostante una chiara ripresa dei rischi per la zona euro. E’ del tutto improbabile quindi che l’istituto centrale cambi la sua strategia di comunicazione, per non parlare della sua posizione politica e ciò nonostante le preoccupazioni per l’Italia e per la Brexit, così anche l’inasprimento delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti, che potrebbe finire per riversarsi in Europa.

“L’attuale modalità “risk-off” sui mercati finanziari, gli sviluppi in Italia e il rischio crescente di un hard Brexit forniscono molte ragioni per dare un’accento più prudente. Detto questo, ci aspetteremmo solo piccole modifiche nel linguaggio per riflettere la crescente incertezza

Così Dirk Schumacher, un osservatore della BCE presso Natixis, in una nota di ricerca riportata dalla Cnbc. Draghi deve ancora confermare la fine definitiva del programma di quantitative easing alla fine di quest’anno e dice Florian Hense, economista presso Berenberg a Londra, la BCE sembra determinata a porre fine ai suoi acquisti “quasi a prescindere da qualsiasi cosa”.

“Se i dati dovessero peggiorare notevolmente tra oggi e la riunione del 13 dicembre prossimo, la BCE probabilmente potrebbe adeguare le proprie linee guida sui tassi di interesse piuttosto che estendere gli acquisti di attività nette”.

Così ha aggiunto Hense. Ma il fulcro centrale della riunione di oggi sarà sulla valutazione corrente dei rischi globali attuali e se questo si tradurrà in un cambiamento nella comunicazione scritta della BCE. La più grande sorpresa che ci si aspetta da alcuni economisti, è una rivalutazione delle prospettive da “grosso modo equilibrate” a “riviste al ribasso verso il lato negativo”.

Nella conferenza stampa di Draghi subito dopo la riunione del Consiglio direttivo, il numero uno della Bce parlerà anche della situazione italiana dovrebbe sottolineare come non sia compito della BCE aiutare i singoli governi.