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Draghi, Yellen e Kuroda hanno il controllo su tutto, sono loro che stabiliscono i prezzi. Il settore privato non sa più cosa fare.
Parla Mario Draghi, numero uno della Bce. Il governatore afferma che, a prescindere da quale sarà l’esito delle trattative tra il Regno Unito e l’Unione europea sulla Brexit, sarà fondamentale che tutti i partecipanti al mercato unico vengano soggetti alle stesse regole.Così Mario Draghi:“La sfida risiede nell’esito del referendum UK sull’appartenenza all’Unione europea, e le
Superate ampiamente le previsioni che stimavano una domanda compresa fra i 20 e 30 miliardi di euro.
E’ questa la radice dei problemi del settore. Ma arriva l’ammissione: incidono anche i tassi ai minimi record.
La Bce nel suo bollettino mensile ha parlato anche delle sfide a cui fa fronte l’economia mondiale, sottolineando che la crescita globale dovrebbe accelerare il passo nel 2017, ma aggiungendo anche che l’outlook presenta diversi rischi.Tali rischi sono rappresentati soprattutto dalle principali economie dei paesi emergenti, dunque anche dalla Cina, e dal concretizzarsi della Brexit
Le banche italiane sembra che non presenteranno alcuna richiesta
La Bce di Mario Draghi rassicura i mercati affermando che, in caso di bisogno, è pronta a intervenire con stimoli anche oltre la scadenza prefissata. Nel suo bollettino mensile, la Bce reitera l’intenzione di lasciare i tassi dell’Eurozona a livelli molto bassi anche oltre la primavera del 2017. Riguardo all’acquisto di asset attraverso il piano
Ennesimo monito da parte della Bce di Mario Draghi ai paesi che presentano elevati debiti pubblici. Nel suo bollettino mensile, la Bce non fa nomi ma, rivolgendosi a quei paesi dell’ Eurozona caratterizzati da “elevati debiti pubblici”, parla della necessità di compiere ulteriori “sforzi per risanare i conti pubblici”. Contestualmente, la Bce torna a sottolineare
Fari puntati sui crediti deteriorati.
La Bce sta sorprendendo i mercati con il ritmo elevato al quale sta acquistando bond societari. La settimana scorsa la banca centrale dell’area euro ha comprato corporate bond del valore di 2.657 miliardi di euro, l’11% in più rispetto alla settimana precedente.Si tratta del livello più alto da quando all’inizio di giugno Mario Draghi ha potenziato