Banche centrali pagina 32
Quello che ha coinvolto Steinhoff International potrebbe essere un enorme scandalo contabile delle dimensioni di quello che travolse Enron in Usa.
Paradosso creato dalle banche centrali: quello che potrebbe essere positivo per l’economia è sottomesso alle necessità e i bisogni di Wall Street
Salgono le speranze di approvazione della maxi riforma fiscale Usa – che prevede tra le altre cose un abbattimento della corporate tax al 20% dal 35% – e con esse sale anche il valore del dollaro. Il biglietto verde si appresta a chiudere la settimana con il rialzo più imponente delle ultime sei settimane. L’indice del
Wall Street Italia intervista Andrea Iannelli, investment firector fixed income di Fidelity International
Moody’s prevede tre aumenti di tassi da parte della Federal Reserve nel 2018.
La Reserve Bank of Australia, come nelle previsioni, resta alla finestra sui tassi. Nell’ultima riunione dell’anno, il consiglio di amministrazione della banca centrale ha mantenuto fermo il suo principale tasso di riferimento al minimo storico dell’1,5%.
Il governatore della banca centrale francese Villeroy ha inoltre affermato che un accordo per completare Basilea III potrebbe essere raggiunto giovedì.
Periodi di elevata crescita spesso sono preludio a un tracollo, ma “oggi non intravediamo segnali concreti di un’imminente battuta d’arresto”.
Non appena la Cina incomincerà a esportare l’inflazione e le banche centrali mondiali imporranno misure di stretta monetaria, per l’obbligazionario sarà una Caporetto.
Con l’inizio della fine dei QE, Bond diventano strumento ben poco efficace per sopperire a eventuali perdite di Borsa. Anzi, rischiano di diventare peso nei portafogli bilanciati. Come prima della Grande Depressione (GRAFICO)