Auto elettriche pagina 36
Le azioni della casa di auto elettriche hanno reagito con un ulteriore ribasso nel pre-market di lunedì.
I problemi si accumulano e l’AD, messo all’angolo da alcuni soci azionisti e sotto pressione da Wall Street si confessa: “attraversato il momento più difficile”.
Elon Musk, l’AD visionario e controverso di Tesla, vuole che il gruppo di auto elettriche lasci la Borsa americana
Oltre a Donald Trump anche Elon Musk a volte si lascia andare a qualche tweet di troppo e troppo spigoloso. Il messaggio in cui l’amministratore delegato di Tesla affermava di voler privatizzare la società potrebbe costare caro lui e all’azienda di auto elettriche. Una settimana fa, martedì 7 agosto, l’imprenditore visionario aveva spiazzato tutti con l’annuncio
“Sto considerando di rendere Tesla un gruppo privato a 420 dollari”: così un tweet di Musk ha scatenato il rialzo del titolo a Wall Street.
L’azienda ha però terminato il periodo aprile-giugno con riserve in contanti per 2,2 miliardi, più del minimo considerato necessario pari a 1 miliardo.
Lo stabilimento dovrebbe impiegare un migliaio di addetti e avrà una capacità di 150 mila unità annue.
La società ha richiesto ai fornitori la restituzione di un importo “significativo” di pagamenti effettuati a partire dal 2016, al fine di aiutarla a diventare redditizia.
La Nissan LEAF si confema l’auto elettrica piú venduta in Europa. Tra gennaio e giugno sono state immatricolate oltre 18.000 unità per oltre 37.000 da ottobre 2017, quando è stato messa sul mercato il nuovo modello.
Gli analisti di Needham & Co hanno rivisto al ribasso il rating sul titolo Tesla a “sell” (vendere) dal precedente “hold” (tenere) per via di un accelerazione delle cancellazioni degli ordini di Model 3. La bocciatura sta spingendo in basso il titolo, che nel pre-market perde il 2% circa, dopo il -8% di ieri.