UniCredit pagina 45
La Fondazione Crt ha sottoscritto l’aumento di capitale Unicredit per l’intera quota, ossia l’1,7%
Unicredit ha chiuso il 2016 riportando una perdita netta contabile pari a 11,8 miliardi. La banca ha così confermato le previsioni rese note lo scorso 30 gennaio. Il risultato sarebbe stato positivo, con utili netti per 1,3 miliardi, senza l’impatto delle poste non ricorrenti, per un valore di 13,1 miliardi.Sempre nell’intero 2016, il fatturato di
È un test chiave per tutto il paese: se l’operazione da 13 miliardi va a buon fine, banca e Italia riconquisterebbero la fiducia del mondo finanziario.
Focus sul trend del titolo e dei diritti di UniCredit, in ribasso nella giornata di ieri, in concomitanza con il via all’aumento di capitale del valore di 13 miliardi di euro, il più grande della storia in Italia.Le quotazioni della banca italiana segnano una rimonta, salendo di oltre +2% sul Ftse Mib di Piazza Affari,
UniCredit al test di borsa. Nella giornata in cui parte ufficialmente l’operazione di aumento di capitale, il titolo segna un trend negativo, accelerando al ribasso e cedendo -3,89%, a 12,60 euro. Vendite soprattutto sui diritti, che perdono fin oltre -10%. I diritti potranno essere esercitati da oggi fino al 23 febbraio e saranno negoziabili fino
Parte oggi per terminare giovedì 23 febbraio l’aumento di capitale di Unicredit. L’operazione prevede l’emissione di 13 azioni di nuova emissione ogni 5 azioni possedute a un prezzo di 8,09 euro. Come spiega Gabriele Bellelli, trader e consulente finanziario indipendente, in un articolo di It Forum News: “si tratta di un aumento di capitale a pagamento,
A Piazza Affari il titolo UniCredit registra una flessione contenuta. Le azioni ordinarie, dopo un avvio a +0,3%, calano -1,60% a 12,90 euro rispetto al prezzo di venerdì rettificato, a 13,11 euro, dopo lo stacco del diritto di opzione. I diritti invece, il cui valore è stato fissato a 13,05 euro allo stacco, soffrono un
“Incertezza in merito alle modalità con cui un eventuale Stato membro uscente possa gestire le proprie attività e passività correnti denominate in euro”.
Lo sconto sul prezzo teorico del 38% supera le stime degli analisti che avevano previsto invece un 30-35%, segno che banca e consorzio di garanzia non vogliono correre rischi.
“Sui bond subordinati non vedo alcuna preoccupazione”. E’ quanto ha affermato Gianni Papa, direttore generale di Unicredit nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera. Papa ha precisato: “Abbiamo immediatamente comunicato alla clientela nel dicembre 2015, quando sono entrate in vigore, tutte le procedure di bail in e non abbiamo più venduto questo tipo