Eurozona pagina 74
La prima economia dell’Europa sconta gli effetti del rallentamento dell’economia globale e la debolezza dei prezzi, dunque la minaccia della deflazione che continua a imcombere sull’Eurozona.
No alla troika. Le risorse dedicate al sistema previdenziale sono già state ridotte 11 volte in Grecia dal primo piano di salvataggio nel 2010. Atene non può permettersi altri tagli.
A renderlo noto markit Economics.
Nel mese di febbraio l’indice PMI Composite – Markit’s Final Eurozone Composite Output Index – è sceso a 53 punti dai 53,6 di gennaio.
Il titolo della ricerca di Credit Suisse che sta facendo molto discutere nelle sale operative è “Vicini al precipizio”. Dal +0,3% a una fase stagnante il passo è breve.
Di questo argomento si occupa l’ultimo saggio dell’economista Vladimiro Giacche’ dal titolo “Costituzione italiana contro trattati europei. Il conflitto inevitabile”.
E’ riuscito a evitare il quarto anno di recessione, ma il Pil resta debole. Mentre aumenta la disoccupazione.
“Se Spagna non avesse aderito all’Eurozona, avremmo assistito a gran crollo peseta e forte crescita del paese”. Fed e BCE? QE non funziona. Questa strategia invece funzionerebbe.
È l’unica speranza per riallineare il nostro paese con gli altri dell’area e renderlo competitivo. Bisogna approfittare del rischio di “choc termico” della Brexit.
Nel mese di gennaio il tasso annuo dei prestiti alle imprese non finanziarie dal +0,1% del mese precedente è passato allo 0,6%.