Eurozona nei guai: frenano Italia e Germania. Francia scivola in contrazione

3 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nel mese di febbraio l’indice PMI Composite – Markit’s Final Eurozone Composite Output Index – è sceso a 53 punti dai 53,6 di gennaio . La crescita è rallentata in Germania, Italia, Spagna e Irlanda, mentre la Francia è tornata in contrazione, per la prima volta in 13 mesi. La stessa espansione dell’indice generale Pmi dell’Eurozona è stata la più debole in 13 mesi.

Chris Williamson, responsabile economista di Markit, ha lanciato un avvertimento, affermando che il tasso di crescita dell’Eurozona potrebbe star scendendo verso la zona di stagnazione.

“I numeri del sondaggio alimentano la prospettiva di un ulteriore deterioramento della crescita economica rispetto a un ritmo di per sé già debole, a cui abbiamo assistito alla fine dello scorso anno, quando il PIL è cresciuto di appena +0,3%. Germaia e Italia insieme hanno riportato l’espansione più debole in cinque mesi, mentre la Spagna ha segnato la crescita peggiore in 14 mesi. E’ stata la Francia, tuttavia, a rimanere l’anello più debole, con l’attività che si è contratta per la prima volta in un anno”.

Le aziende intervistate hanno anche reso noto di essere state costrette a tagliare nuovamente i prezzi, alimentando la minaccia di un peggioramento della deflazione.

Peggiorano le notizie provenienti dal fronte macro dell’Eurozona e si fa sentire ogni giorno che passa l’urgenza di un intervento salvifico da parte della BCE. Finora, le sue manovre mix di tassi negativi e Quantitative easing non hanno dato i risultati sperati.