Dopo la Grecia, la Finlandia e’ il nuovo malato d’Europa

29 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Dopo la Grecia, la Finlandia sempre essersi guadagnata il triste appellativo di malato d’Europa. Se ne parlava già da mesi, ma a quanto pare la conferma definitiva dello stato di crisi in cui versa l’economia del Nord Europa e’ arrivato con la pubblicazione dell’ultimo dato sul Pil, quello relativo al 2015.

Come viene sottolineato in un articolo pubblicato sulla Bbc, “se e’ vero che la Finlandia e’ riuscita a evitare il quarto anno di fila in recessione, e’ altrettanto vero che la crescita resta molto fiacca”.

Dopo tre anni di recessione, nel 2015 il Pil ha registrato un incremento dello 0,4%. Tuttavia, lo scorso anno il valore complessivo del Pil si e’ confermato il 7% al di sotto di quello raggiunto alla fine del 2007,  poco prima della crisi finanziaria globale.

Un altro indicatore dello stato di salute precaria in cui si muove l’economia arriva dal tasso di disoccupazione, che e’ salito dal 6,2% del 2008 al 9,5% attuale.

Di chi è la colpa di questa situazione? Una risposta e’ arrivata tempo fa da Alexander Stubb, primo ministro nel 2014, che ha additato Steve Jobs come il colpevole numero uno della crisi in cui e’ piombata la Finlandia.  Si e’ trattato evidentemente di una provocazione dietro la quale tuttavia si nasconde una verità’.

La Apple, e in generale tutti i big tecnologici, hanno, attraverso la produzione di tablet e smartphone, dato un serio colpo a una delle voci principali del Pil finlandese, ovvero l’industria della carta.

Secondo Etla, un’associazione di ricerca indipendente, “la riduzione della domanda di carta dovuta alla diffusione dei dispositivi tecnologici ha ridotto significativamente il contributo dell’industria cartaria sul Pil, da un quinto a circa un terzo con conseguente segnificativa perdita di posti di lavoro”.

Fonte: Bbc