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L’attuale situazione geopolitica pone numerose incognite sul futuro della politica monetaria e inevitabilmente sul mercato dei mutui.
Gli analisti sono tutti concordi nel ritenere che questa settimana l’istituto di Francoforte procederà con un taglio dei tassi di 25 punti base, ma le tensioni all’interno del Consiglio direttivo e le incertezze economiche globali rischiano di influenzare le decisioni future, rendendo meno certa la traiettoria nel medio termine.
Secondo i dati dal bilancio 2024 della Bce, il compenso annuale del presidente ha registrato un incremento del 4,7%.
Il tasso di riferimento per i depositi presso la BCE si attesta così al 2,75%. Effetti dal 5 febbraio.
Dopo la Fed, oggi tocca alla BCE decidere in materia di tassi di interesse. La decisione appare scontata: secondo mercato e analisti, l’istituto di Francoforte taglierà il tassi di interesse di 25 punti base portando il tasso di riferimento al 2,75%.
I punti salienti del consueto Bollettino economico della Bce con focus sull’Italia.
La Bce ha pubblicato il calendario delle riunioni di politica monetaria che si terranno nel 2025, ecco tutte le date
E’ la Banca Centrale europea che ha delineato gli istituti più solidi nell’area euro e le italiane si piazzano in ottima posizione.
Dopo il taglio dei tassi di interesse di ieri, ci si chiede ora se la Banca centrale europea continuerà sulla strada della politica espansiva. E se sì, fin dove arriverà il costo del denaro nel 2025. Ecco cosa dicono gli analisti
Il tasso di deposito agevolato, il tasso chiave della BCE, è stato portato al 3%. Il tasso sui depositi era stato mantenuto al 4% dal settembre 2023, prima del primo taglio dell’attuale ciclo di allentamento nel giugno 2024.