Treasury, l’anno migliore dal 2005, ma la parentesi felice e’ finita

28 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Non accadeva dalla prima meta’ del 2005 che il Treasury decennale rendesse cosi’ tanto: da inizio anno ha messo a segno un guadagno del 3.36% contro un 3.77% del periodo gennaio-giugno di 5 anni fa.

Lo riporta Bloomberg che, citando dati di Bank of America Merrill Lynch, ricorda pero’ come solo la settimana scorsa in media i rendimenti dei buoni statali siano calati del 2.10%, non lontano dai minimi del 25 maggio scorso.

Se vuoi guadagnare con i titoli e i comparti giusti, segui INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.86 euro al giorno, provalo ora!

Questo fa pensare che il rendimento dei bond del Tesoro Usa non possa che calare rispetto alla felice parentesi semestrale appena archiviata. E’ vero, gli investitori hanno fino a ora accumulato non solo Treasury, ma anche l’equivalente tedesco e inglese alla luce della crisi del debito sovrano in tutta Europa. Ma ora questi bond sembrano aver perso appeal, visti i rendimenti prossimi ai minimi storici.

Se vuoi guadagnare con i titoli e i comparti giusti, segui Si tratta dunque di un cambio di rotta. D’altra parte nessun trader definisce “speciali” i titoli di stato, segno che ben pochi credono che la crisi del debito sovrano nel Vecchio Continente mettera’ a freno la ripresa economica globale, spiega Bloomberg citando dati di GovPX Inc.

In base a un sondaggio condotto dalla stessa Bloomberg, il rendimento del decennale Usa salira’ al 3.74% entro fine anno dal 3.11 registrato il 25 giugno scorso. Questo implicherebbe un calo dei prezzi del 3.26%. A meta’ seduta lo yield era al 3.0590%.

Sara’ cosi’? Difficile dirlo, visto che in un altro sondaggio realizzato a inizio anno, 67 esperti avevano previsto che ad oggi il Treasuri a 10 anni rendesse il 3.9%.

Chi potrebbe invece approfittare del trend in atto negli Stati Uniti potrebbe essere il Brasile. La politica monetaria di tassi ai minimi di Ben Bernanke, confermata per l’ennesima volta la settimana scorsa, sembra spianare la strada al presidente carioca Luiz Inacio Lula da Silva nella vendita di bond internazionali per la prima volta da aprile.

D’altra parte il costo per finanziarsi a San Paolo a giugno e’ calato ai minimi di febbraio. Il Brasile potrebbe cosi’ vendere una quantita’ maggiore di bond in dollari con scadenza al 2021 e 2041 “in qualsiasi momento”, ha spiegato a Bloomberg Kieran Curtis, che gestisce masse per $2 miliardi in Aviva Investors.