Tre emissari Troika in pensione, ma controlli non finiscono qui

10 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – I tre emissari simbolo dell’esperienza della Troika stanno per andare in pensione forzata, ma i controlli delle finanze e riforme degli Stati membri dell’Eurozona non finiscono certo qui.

Rishi Goyal, Klaus Masuch e Declan Costello sono gli emissari di Fmi, Bce e Commissione Ue, rispettivamente, presto non avranno più un lavoro, o per lo meno il lavoro che li ha resi celibri nelle cronache di economia politica.

Come racconta Fabrizio Goria sulle pagine del Corriere Economia il loro compito potrebbe essere giunto al termine “un po’ per colpa del cambio di marcia (se non altro narrativa) che sta cercando di imporre il governo greco guidato da Tsipras e che potrebbe portare a un mutamento in corsa”, in parte per via dell’opinione espressa dalla Corte di giustizia europea sulle Outright monetary transaction (Omt) della Bce, cioè il programma di acquisto di bond governativi dietro condizionalità.

Per quanto riguarda la Bce, i giudici della Corte hanno precisato che “è essenziale che non vi sia alcuna partecipazione diretta nel monitoraggio dei programmi di assistenza finanziaria fornita ai Paesi”. “O la Bce mantiene in vita le Omt oppure la Troika si scioglie”, sintetizza il giornalista economico sul Corriere.

Ma altre due figure fondamentali per l’operato della Troika nell’area euro ma sempre passati in secondo piano nelle cronache giornalistiche, come scrive la penna de LInkiesta prestata al Corriere, sono stati Poul Thomsen, del Fmi, e Matthias Mors, della Commissione Ue. “Thomsen è il capo del Dipartimento europeo dell’istituzione di Washington, mentre Mors fa parte della DG Ecfin di Palazzo Berlaymont”.

“Entrambi hanno gettato la spugna fra agosto e novembre scorsi, ma hanno avuto un ruolo fondamentale nell’adozione dei piani di salvataggio di Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro. Thomsen e Mors, in privato, ricordano spesso quanto fu pesante psicologicamente lavorare in contesti in cui erano odiati dalla popolazione. Come a Cipro o Atene, per esempio, dove la Troika è stata oggetto di pesanti minacce, anche fisiche”.

La Troika, come organismo tripartito informale, è giunto al capolinea – osserva Fabrizio Goria – ma il monitoraggio sugli Stati membri non finisce certo con l’esperienza di Goyal, Masuch e Costello.

La Grecia vuole archiviare l’esperienza dei supervisori della Troika, ma alla fine il nuovo contratto che propone il governo Tsipras è a grandi linee uguale al precedente, ma con il 30% di riforme di austerity in meno rispetto al piano di aiuti sottoscritto in precedenza.

(DaC)