Tornano i timori di uno shutdown dei servizi pubblici in Usa

di Redazione Wall Street Italia
3 Dicembre 2014 09:32

NEW YORK (WSI) – Negli Stati Uniti con la fine dell’anno tornano anche i timori di uno shutdown, l’interruzione forzata dei servizi pubblici.

Lo speaker della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, ha lanciato un appello ai colleghi Repubblicani perché il disegno di legge per un piano pluriennale di spese governative venga approvato la prossima settimana.

Ciò permetterebbe di evitare lo shutdown e di scongiurare un nuovo braccio di ferro tra Obama e il Congresso a maggioranza Repubblicana nel 2014. C’è tempo fino all’11 dicembre, poi le agenzie federali chiuderanno i battenti.

Se tutto andrà liscio, le divergenze in termine di budget e immigrazione tra le due fazioni rivali – liberal e conservatori – verranno così appianate nel 2015.

In una riunione a porte chiuse sulla stategia da adottare sul disegno di legge che deve passare obbligatoriamente entro fine mese, Boehner ha chiesto di lasciare che il governo finanzi le proprie attività fino a settembre dell’anno prossimo, concedendo tuttavia solo un lascia passare a breve termine al Dipartimento della Sicurezza Interna, l’agenzia che implementerà gli ordini dell’esecutivo guidato da Obama.

In questo modo i Repubblicani potranno rivedere più avanti la strategia da adoperare per bloccare la riforma dell’immigrazione voluta dai Democratici al governo, e al contempo eviteranno di mandare immediatamente in tilt le finanze pubbliche.

Dopo la riunione, tuttavia, sembra che diversi esponenti del centro destra abbiano espresso un certo scetticismo circa il piano di Boehner. Molti non hanno intenzione di privarsi della minaccia di uno shutdown nelle trattative sul bilancio.

Il piano incontra la resistenza della frangia conservatrice del partito, cosa che solleva i dubbi sulla reale capacità della Camera di trovare i voti necessari per approvare la misura e passarla al Senato, per il momento ancora a maggioranza democratica.

Si tratterebbe di un gesto poco responsabile che echeggia quanto già visto in passato, con la popolazione americana che – a causa delle divergenze tra Capitol Hill e Casa Bianca, è dovuta rimanere con i soli servizi statali principali per delle settimane.

Il debito pubblico è salito oltre i 18 mila miliardi di dollari, con una crescita del +70% durante i due mandati di Obama, il cui primo incarico è cominciato a gennaio 2009.

Sul piano di finanziamento delle operazioni militari contro i jihadisti dello Stato islamico in Iraq e Siria, dopo le pressioni del presidente Usa, il Congresso voterà nei prossimi giorni.

Il progetto, fortemente voluto dall’inquilino della Casa Bianca, prevede anche la proroga della missione di addestramento ed equipaggiamento dei ribelli moderati siriani che era stata preventivamente autorizzata dal Congresso, nello scorso mese di settembre, fino all’11 dicembre.

Le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno reso pubblico ieri il testo finale della legge sulla difesa per il 2015, che li deputati Usa dovrebbero adottare entro la fine della settimana.

I crediti di 5 miliardi di dollari richiesti da Barack Obama figurano nell’ultima versione del testo: 3,4 miliardi di dollari sono destinati a finanziare il dispiegamento delle forze americane nel quadro dell’operazione “determinazione assoluta”, 1,6 miliardi di dollari per un programma di formazione ed equipaggiamento di militari iracheni e curdi per due anni.

Fonte: Reuters