Titoli di Stato, la grande occasione si trova in Asia

di Redazione Wall Street Italia
20 Novembre 2014 11:08

NEW YORK (WSI) – Spesso quando si parla di obbligazionario, la Cina viene citata per le quantità allarmanti di bond Usa detenute in portafoglio. La qualità dei bond cinesi viene spesso tralasciata.

Ma stando alle attività recenti dei grandi manager di fondi, ai più attenti non sono sfuggite le potenzialità del debito cinese in sè e per sè.

È l’investimento di punta del futuro, secondo Hayden Briscoe, responsabile principale del reddito fisso presso AllianceBernstein.

Alla CNBC il manager ha spiegato che si tratta della “terza maggiore potenza nell’obbligazionario al mondo su cui di fatto il mondo non ha esposizione”.

“È un mercato che non viene preso troppo in considerazione ma che deve assolutamente finire nei portafogli della gente”.

La Cina è il maggior detentore di Treasuries Usa con una somma che raggiunge i $1.270 miliardi – dati aggiornati a fine settembre – ovvero pari al 7% del totale.

Il tasso decennale cinese rende circa il 3,6% dopo il balzo di 100 punti base realizzato da inizio 2014. In confronto il rendimento del titolo di riferimento americano garantisce un ritorno del 2,3%, un livello ancora basso nonostante l’accelerazione di 70 punti base registrata nel periodo analogo.

Persino paesi meno solidi finanziariamente della Cina, come Portogallo (3,1%) e Spagna (2,1%), hanno rendimenti più bassi ora che l’attacco al mercato obbligazionario della periferia dell’Eurozona fa parte del passato. Il tasso a 10 anni dei Btp italiani rende il 2,3% (-0,87% al in giornata).

Briscoe prevede grandi cose per i bond cinesi. I prezzi, che si muovono in maniera inversamente proporzionale rispetto ai rendimenti, ovrebbero salire ancora.

Sono abbastanza sicuri e rendono molto. In più gli sforzi per ‘internazionalizzare’ i mercati cinesi dovrebbero attirare nuovi investimenti. I titoli di Stato cinesi hanno un rating di AA, rispetto ai bond dell’area indebitata dell’Eurozona sono più redditizi e convenienti, secondo l’analista,

Briscoe ricorda come la Cina sia anche il secondo creditore al mondo e possa contare su $4.000 miliardi di riserve in valute straniere. Tutti fattori che rendono il debito della potenza asiatica una scommessa pressoché a prova di rischi, secondo Briscoe.

Fonte: CNBC