Thatcher avvertì che l’euro sarebbe stato un disastro

9 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – O la odiavi o la amavi. Margaret Thatcher e’ stata uno dei personaggi politici piu’ incredibilmente polarizzanti della storia. Ma c’e’ un elemento delle sue ideologie estreme sul quale concorderanno fan e detrattori: la sua previsione sul fallimento del progetto della moneta unica.

La Lady di Ferro, una leadr pragmatica paladina del libero mercato, era convinta che l’esperimento della moneta unica sarebbe stato un disastro completo. E aveva ragione. Non sempre ebbe una visione lungimirante e prese scelte controverse, come quelle di privatizzare le Ferrovie o quelle in ambito geopolitico (vedi guerra alle isole Falkland).

Ma come sottolineo’ gia’ nel 2010 il giornalista Peter Oborne del Telegraph, le due biografie della tre volte primo ministro britannico – “The Downing Street Years” (1993) e “The Path To Power” (1995) – sottolineano come la ultra conservatrice previde tutti gli aspetti negativi che l’introduzione dell’euro avrebbe avuto per l’Europa.

La prima donna premier della storia inglese, da convinta euroscettica quale era si schiero’ con tutte le forze contro il progetto dell’Unione Monetaria ed Economica (EMU), del quale non aveva alcuna intenzione che Londra facesse parte.

In sintesi, Thatcher mise nero su bianco in maniera perfettamente linerare e corretta i problemi attuali dell’euro. La Germania, secondo la donna venuta a mancare l’8 aprile di quest’anno, “andra’ su tutte le furie per via della necessita’ di far crescere l’inflazione”, mentre “i paesi piu’ poveri finiranno inevitabilmente per non essere piu’ competitivi e dovranno percio’ essere salvati“.

In allegato a fianco si puo’ leggere il paragrafo profetico estrapolato dalla biografia della Thatcher, “The Path To Power”. Viene riportata la discussione avuta con John Major (il suo successore alla guida del paese) circa le trattative in corso con il resto dell’Europa.

La Lady di Ferro indovino’ in pieno le difficili prospettive di riuscita per l’area euro sotto il profilo dell’inflazione e della competitivita’.