Tetto debito? Falso problema, tanto c’è Obama

26 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se il Congresso statunitense non riesce a trovare un accordo per innalzare la soglia sul debito entro il 17 ottobre, il presidente Barack Obama può intervenire e farlo con un decreto esecutivo. Sarebbe una mossa istituzionalmente ai limiti, ma consentirebbe alla maggiore economia mondiale di evitare il default in extremis.

Greg Valliere, chief political strategist di Potomac Research Group, è convinto che Obama non esiterebbe un minuto se si trovasse davanti alla prospettiva di un crac sicuro delle finanze pubbliche.

Washington riuscirà in qualche modo a ripagare i creditori, secondo l’analista. Valliere non sostiene che il blitz del capo della Casa Bianca sia il “finale di partita” ora come ora, ma l’opzione “deve essere messa sul tavolo nel momento in cui l’eventualità di un default diventa imminente”.

Durante le trattative sulla questione nell’estate del 2011, politologi e senatori hanno sottolineato che Obama aveva come asso della manica, il 14esimo emendamento della Costituzione. In cui si dice che il debito contratto deve essere pagato

Anche l’ex presidente Bill Clinton concorda. Il tetto del debito è un falso problema. Tanto, in tutti i modi, come ha ricordato amaramente El-Erian, AD di Pimco, la ripresa economica non passa dalle stanze del Congresso e dalle trattative sul debito.