Terremoto, il più violento dal 1980. Polemica su magnitudo ‘falsata’

31 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mezza Italia ancora sotto scacco del terremoto. Dopo il sisma che ha colpito il 24 agosto Amatrice e le zone circostanti, un altro potente sisma ha avuto come epicentro le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno il 26 ottobre scorso.

E ieri, domenica mattina alle 7 e 41 una nuova violenta scossa ha colpito in modo particolare Norcia e i comuni che erano stati interessati dal sisma dello scorso 26 ottobre. Come hanno reso noto i sismologi dell’Istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia, si tratta del sisma più forte dal 1980 quando un terremoto della stessa intensità, magnitudo 6.5 colpì l’Irpinia, superiore a quello che colpì l’Aquila 7 anni fa con magnitudo 6.3.

Gli studiosi avevano avvertito che dopo il primo sisma del 24 agosto esisteva il rischio di nuovi forti scosse nelle zone del Centro Italia. Come spiega all’Ansa il sismologo Alberto Michelini dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv):

“Il terremoto di oggi è avvenuto sullo stesso sistema di faglie e fa parte della sequenza cominciata in agosto e che adesso sta procedendo (…) interessa un’area ampia localizzata tra quella che si è attivata con il sisma del 24 agosto e quella che si è attivata il 26 ottobre (…) In Italia purtroppo questi eventi accadono con una certa frequenza, che si protrae nel tempo con terremoti di intensità uguale o più forte. Bisogna sempre stare allerta (…) Il fatto che oggi sia avvenuto un terremoto più forte rispetto a quelli registrati a partire dal 24 agosto indica che il sistema di faglie aveva accumulato abbastanza energia elastica nelle rocce e che la sta rilasciando”.

Secondo l’Istituto di Geologia ambientale e geoingegneria del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) non si è in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare.

“Non possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi (…) se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della faglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0″.

Nella tragedia, non sono mancate le classiche polemiche all’italiana. Con la senatrice Enza Blundo che su Facebook ha pubblicato un post da cui ha preso le distanze lo stesso MoVimento 5 Stelle.

«Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1!», ha scritto su Facebook la senatrice M5S Enza Blundo. «Quello che mi preoccupa è la finzione mediatica perché può fare danni maggiori del sisma stesso! Massima solidarietà e vicinanza per tutti coloro che sono stati danneggiati». Ma nel post originale, modificato dalla stessa Blundo e comunque immortalato dagli screen shot, Blundo si era così espressa: «Ancora menzogne per interessi economici di governo!!!. Anche il terremoto che ha distrutto L’Aquila fu “addomesticato” a 5,8… Il tutto per non risarcire i danneggiati al 100%”. Immediata la reazione degli utenti, che si sono accaniti contro la senatrice.