Tercas: ecco quanto è costato alle banche il no Ue al Fondo

26 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Continuano le polemiche attorno al caso della banca Tercas dopo la sentenza del Tribunale Ue che ha accolto il ricorso dell’Italia sostenendo che l’adesione al Fitd non su aiuto di stato. Il prezzo del no della Commissione Ue alla possibilità di intervento attraverso il Fondo interbancario sul caso Tercas e di conseguenza sulle altre crisi degli istituti posti in risoluzione e sulle venete lo quantifica il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini.

Per le banche italiane i maggiori oneri derivanti dall’impossibilità di utilizzare il Fitd, il Fondo interbancario per la tutela dei depositi, sono stati pari a circa 12 miliardi, risorse che sarebbero state utilizzate in maniera più produttiva per erogare credito ed effettuare ricapitalizzazioni.

Ma per le banche non fu solo una questione di soldi ma anche di reputazione afferma Sabatini sul CorSera.

Credo che il danno che il settore bancario italiano ha subìto anche in termini di reputazione ed eccessive svalutazioni di crediti deteriorati debba essere ristorato. Quando la sentenza del Tribunale Ue che ha dato torto alla Commissione sarà passata in giudicato esamineremo le strade percorribili».

Già il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli, subito dopo la sentenza del tribunale Ue si era detto pronto a “esaminare ogni probabilità giuridica per chiedere e ottenere dalla Commissione i giusti risarcimenti, da un lato per i risparmiatori e dall’altro per le banche concorrenti che hanno dovuto pagare molto di più”. Anche il governo esaminerà la sentenza della Corte Ue, “faremo tutte le valutazioni”, ha assicurato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, non escludendo, quindi, che l’Italia chieda un risarcimento.

“È una sentenza importante, è appena uscita, chiarisce molti degli aspetti che si erano sostenuti all’epoca”.