Tav, vertice di governo si conclude senza accordo

7 Marzo 2019, di Livia Liberatore

Un incontro durato cinque ore e finito solo alle due di notte. Che si è concluso senza nessun passo avanti. Entro l’8 marzo era attesa una decisione del governo sulla Tav, come annunciato dal primo Ministro Giuseppe Conte. Ma le posizioni di M5s e Lega restano lontane. Uno dei punti chiave sono i due bandi di gara in scadenza il prossimo lunedì. In caso la società italo francese Telt, realizzatrice della Tav, scegliesse di non mandarli avanti, l’Italia perderebbe 300 milioni di finanziamenti dell’Unione europea e altri 500 in un secondo momento.

Sull’esito dell’incontro non c’è nessun comunicato ufficiale. Come riporta il Corriere della Sera, fonti leghiste spiegano che “il governo chiederà un bilaterale con la Francia per verificare i criteri di finanziamento della Tav”. Questa l’unica decisione del governo, che sembra prendere tempo.

Presenti all’incontro erano i due vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Insieme a due squadre di esperti portate nella sede del governo sia dal M5S che dalla Lega. Undici tecnici, tra cui due membri della commissione che ha bocciato l’opera con l’analisi costi-benefici, portati dai Cinque Stelle.

Dopo le prime tre ore del vertice, i tecnici hanno lasciato Palazzo Chigi. Poi l’incontro è entrato nella fase più delicata, quella politica, dove il confronto è stato più aspro. La Lega vuole un Sì alla Tav senza più rinvii. “I tecnici mi confermano che costa di più non farla che farla”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, entrando a Palazzo Chigi. Il Movimento 5 Stelle non cede su quella che è una delle battaglie su cui ha fondato la sua vita politica e chiede il potenziamento della linea esistente.