TAV, governo spaccato. Salvini: “Parigi ha il dossier del M5S e io no”

7 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

“Bizzarro che Parigi abbia il dossier sui costi-benefici della TAV e io no”. Così si è affrettato a dire ieri il vicepremier Matteo Salvini al quale risponde a stretto giro di posta l’altro vicepremier Luigi Di Maio.

Stia tranquillo, non l’ho letto neanche io. Però, io quando mi sveglio penso al fatto che da Roma a Pescara ci vogliono 7 ore in treno, non mi sveglio pensando a un buco per collegare Torino-Lione. Non mi sveglio pensando a come collegare meglio italiani e francesi, ma a come collegare meglio italiani e italiani”.

Il Corriere della Sera riporta un retroscena che riguarda proprio la consegna del documento ai francesi, da parte del ministro Toninelli, del MoVimento 5 Stelle. Il suo staff avrebbe ignorato gli appelli dei portavoce inviati dal viceministro Edoardo Rixi e dal sottosegretario Armando Siri, i due leghisti alle Infrastrutture.

Ecco com’è andata e perché potrebbe creare frizioni tra i due partiti al governo.

Rapporto costi benefici del progetto TAV non l’ha chiesto l’UE

“Un funzionario chiama un esponente dell’ignaro plotone leghista delle Infrastrutture. Racconta di aver visto entrare nell’ufficio del capo di gabinetto del ministro l’ambasciatore francese Christian Masset, accompagnato da un suo assistente. Lo staff della Lega chiama ripetutamente Toninelli e i suoi assistenti, ma tutti i telefoni sono muti, non risponde nessuno”.

Questa la ricostruzione dei giornali italiani sul rapporto commissionato dal M5S, senza che le autorità Ue lo avessero richiesto. “Alle 18:08 apprendono dalle agenzie di stampa che le ottanta pagine dell’analisi costi-benefici sono state consegnate in versione cartacea al massimo rappresentante della Francia in Italia”. Il quale “ha per altro chiesto e ottenuto il permesso di usufruire delle fotocopiatrici con scanner del ministero per ottenerne una copia in formato digitale.

“Come al solito. Hanno aspettato che ce ne andassimo, non ci rispondono e solo dopo aver visto le nostre telefonate hanno deciso di fare un comunicato all’Ansa“. Raccontano i rappresentanti leghisti, mettendo zizzania ta le due forze politiche della coalizione di governo.

Tav, Lega: Toninelli non ha condiviso di proposito il dossier

A replicare al ministro dell’Interno anche il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“L’analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione viene preliminarmente condivisa con gli interlocutori diretti rispetto al progetto, che è regolato da un trattato internazionale, ossia Francia in prima battuta e Commissione Ue subito dopo”.

L’opposizione accusa il ministro Toninelli di non condividere il dossier con il Parlamento e la  capogruppo forzista Maria Stella Gelmini chiede le dimissioni del ministro.

“Un ministro che preferisce condividere un fondamentale documento come l’analisi costi-benefici sulla Tav con gli ‘interlocutori internazionali negandolo invece al Parlamento, non può ricoprire questo incarico”.

Il dossier è arrivato anche al tavolo della Commissione. L’organo esecutivo europeo fa sapere, tramite  il portavoce della commissaria ai Trasporti Violeta Bulc, che ora “lo analizzerà”. Senza però fare nessun commento ulteriore. I malumori crescenti nei confronti dell’ostruzionismo del M5S alla TAV serpeggiano non solo nei palazzi romani ma anche a Bruxelles.