Tassi in rialzo: meglio puntare sul risparmio postale

7 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La quiete dopo la tempesta. Potremmo definire così la situazione che vede protagonisti oggi i nostri Btp, dopo le turbolenze dell’anno scorso. I risparmiatori italiani si guardavano bene dall’includere nel dossier titoli del proprio conto corrente anche i Titoli di Stato, nel timore che il default fosse dietro l’angolo. Adesso, invece, questi investimenti sono tornati sulla cresta dell’onda.

Tuttavia, la maggiore fiducia dei risparmiatori rispetto a questi Titoli potrebbe indurli nei prossimi mesi a fare scelte di certo sicure, ma meno remunerative del previsto. Di mezzo c’è la previsione sulla risalita dei tassi d’interesse, rilanciata da diversi analisti, che potrebbe modificare i guadagni attesi sul proprio conto corrente o conto deposito.

Il meccanismo è questo: il Btp costa meno ma rende più interessi quando è rischioso, mentre il suo prezzo sale al diminuire del rischio, ovvero al decrescere del tasso d’interesse riconosciuto all’investitore. In più, la cedola garantita non si adegua all’eventuale aggiornamento dei tassi. In pratica, se i tassi risaliranno – come si prevede – i Btp acquistati qualche mese fa o in queste settimane perderebbero parte del proprio valore.

Come ridurre il rischio di “bruciare” parte dei guadagni? Puntando su quei prodotti d’investimento rimborsabili senza penali, anche prima che scadano, oppure direttamente su titoli di durata ridotta, comunque a tasso variabile (il Btp è a tasso fisso e a durata poliennale medio-lunga, ndr). Tra questi, ci sono ad esempio i buoni postali e i Cct.

I buoni e i libretti postali non prevedono perdite in conto capitale, in quanto non sono quotati sul mercato ma semplicemente emessi e rimborsati dalla Posta. In caso di rialzo dei tassi, chi li ha sottoscritti dovrà soltanto procedere a incassare il dovuto da quelli vecchi, per acquistarne altri più redditizi (soprattutto se si scelgono quelli indicizzati all’inflazione, i cui tassi sono aggiornati mensilmente).

Per gli aficionados dei Titoli di Stato, invece, ci sono i Cct. Questi, al contrario di quanto accade con i Btp, hanno una cedola variabile in modo direttamente proporzionale ai tassi. Se i tassi scendono, la cedola è ridotta e viceversa. Se è vero che i tassi stanno per rialzarsi, conviene allora approfittarne.

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