Tasi, Tari, bollette: stangata di fine anno di 894 euro per famiglia

16 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) -“Una vera e propria batosta per i cittadini, i cui bilanci sono già profondamente colpiti dalla grave caduta del potere di acquisto avvenuta in questi anni (-13,4% dal 2008). Il totale tra Tasi, Tari, bollette e riscaldamento, ammonta a ben 894,05 euro a famiglia”. E’ quanto ha reso noto l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori in occasione del tax-day odierno.

Secondo Federconsumatori e Adusbef, la stangata avrà ovvie ripercussioni sui consumi (già diminuiti del -10,7% nell’ultimo triennio), e in particolare sulla spesa per i regali di Natale (che dal 2010 a oggi ha subito un tonfo -39,9%). (Lna)
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ROMA (WSI) – E’ il giorno X per milioni di italiani, costretti a tirar fuori altri soldi per finanziare le casse – sempre malate – dello Stato.

Arriva il “Tax Day”, l’appuntamento con la Tasi (Tariffa sui Servizi Indivisibili) e l’Imu (Imposta Municipale propria), per versare il saldo 2014 delle imposte.

La Tasi è il pagamento che si sostiene per le spese dei comuni per i servizi “indivisibili”: si intendono per tali quelli che, essendo usufruiti da tutti, non possono essere fatti pagare direttamente al fruitore, come ad esempio l’illuminazione pubblica. Si può pagare il saldo Tasi con bollettino postale o modello F24. Quest’ultimo è necessario per utilizzare somme in compensazione (da ottobre è obbligatorio il versamento online se il saldo è positivo), o pagare contemporaneamente il tributo in comuni diversi.

Il calcolo è abbastanza semplice per chi ha pagato la prima rata della Tasi a giugno o ottobre, dal momento che in questo caso va versata la parte rimanente: va calcolato l’importo annuale e poi scontare quanto si è già versato. Chi paga per la prima volta, deve ricordare che per la Tasi si applicano le stesse regole previste per l’Imu: la base imponibile è data dal valore catastale rivalutato del 5% e moltiplicato per 160, sia per le abitazioni sia per le pertinenze. Su questo valore si applica l’aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. La base imponibile della Tasi è quindi la stessa dell’Imu. Sul concetto di “prima casa”, però, per la Tasi si applica un’aliquota più elevata rispetto a quella prevista per le abitazioni che pagano anche l’Imu.

Per ciascuna tipologia di immobile e di operazione sono previsti specifici codici tributo (acconto, saldo e ravvedimenti).

Necessario verificare le delibere comunali, dal momento che il comune stabilisce l’aliquota per ogni tipologia di immobile e, riguardo agli immobili non abitati direttamente dal proprietario, fissa la quota di imposta che deve essere pagata dagli inquilini.

Le aliquote Tasi hanno una soglia massima che deve essere considerata unitamente a quella dell’Imu. La legge di stabilità fissava un’aliquota base dell’1 per mille per la Tasi e un tetto massimo del 2,5 per mille per la prima casa e del 10,6 per mille per la seconda (somma di Tasi e Imu). Il governo però ha concesso la possibilità di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8% distribuendo l’aumento tra prima e seconda casa.

Detto questo, per il 2014Tasi e Imu non possono superare l’aliquota massima dell’11,4 per mille sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, ad eccezione di quelle considerate di alto pregio (categoria A1, A8 e A9) che potrebbero essere assoggettate all’aliquota massima del 6 per mille comprensiva di Imu e Tasi. (Lna)

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ROMA (WSI) – Il ministero dell’Economia per il 2014 prevede un gettito Imu/Tasi complessivo su base annua pari a 23,7 miliardi. Lo si legge nel sito del Mef in cui si precisa che dal 2014 l’Imu è dovuta sugli immobili diversi dalle abitazioni principali (tranne le ‘prime case’ di lusso), mentre queste sono soggette alla Tasi.

Il ministero dell’Economia precisa che nel 2012, in relazione al prelievo Imu, si è registrato un gettito di 23,8 miliardi.

Il prelievo sugli immobili, rileva il ministero, “è rimasto dunque invariato tra il 2012 e il 2014” (il dato relativo al 2013 non è significativo in considerazione delle esenzioni una tantum previste dai decreti legge n. 102/2013 e n. 133/2013 per le abitazioni principali, i terreni e altre categorie di immobili).

In particolare per le abitazioni principali, l’Imu/Tasi dovuta nel 2014 (pari su base annua a 3,4 miliardi di euro) è minore dell’Imu 2012 (circa 3,9 miliardi di euro): la riduzione complessiva è del 13,9%.

Per i fabbricati diversi dall’abitazione principale i versamenti su base annuale dell’Imu/Tasi 2014 risultano superiori del 4% rispetto all’Imu versata nel 2012. Per i terreni, i versamenti su base annua dell’Imu 2014 (la Tasi non è dovuta) mostrano una riduzione del prelievo pari al 15% rispetto all’Imu 2012 (-6% per le aree fabbricabili e -42% per i fabbricati rurali).

Se si considerano i soli contribuenti persone fisiche per i quali è stato possibile abbinare l’imposta dovuta con le relative proprietà immobiliari (limitandosi ai fabbricati, senza considerare i terreni e le aree fabbricabili), nei 7.405 comuni che hanno deliberato aliquote ed eventuali detrazioni entro la scadenza del 10 settembre 2014, il prelievo medio Imu/Tasi 2014 (versamenti in acconto e proiezione dei versamenti a saldo) risulta circa 676 euro, a fronte di circa 638 euro di imu 2012.

In particolare il prelievo medio per l’abitazione principale è diminuito passando da 226 euro per l’Imu 2012 a 204 euro dell’Imu/Tasi 2014. (Lna)
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