Russia pagina 102
Viceministro Sviluppo economico Likhachev: “suggerirei di muoverci gradualmente”. E prende come esempio i paesi dell’Ue che sono entrati nell’Eurozona.
Pechino è diventato il terzo esportatore mondiale di armi dopo Stati Uniti e Russia.
È quanto dichiarato dal presidente russo in un documentario mandato in onda in tv in occasione dell’anniversario dell’annessione della penisola.
Ennesimo taglio per far pronte ai rischi relativi a un indebolimento più significativo dell’economia. Ma permane minaccia inflazione (al 16,7%).
A giugno Atene avrà bisogno di nuovi prestiti. Mosca guadagnerebbe diritto di veto all’Ue. Ormai greci simpatizzano più con Mosca (61%) che con Bruxelles (31%).
Il Fondo Monetario Internazionale ha fornito nuovi fondi di emergenza, ma non saranno sufficienti. Pil/debito più che raddoppiato al 95%.
Obiettivo doppio, anzi triplice: alleggerire sanzioni, creare divisioni in seno al blocco a 28, minando contemporaneamente la sua alleanza con gli Usa.
È un’urgenza visto il caos in Medioriente e serve a dimostrare a Russia che l’Europa fa sul serio. Ministro difesa tedesco: “è il futuro”.
Intervista al responsabile dello Sviluppo economico, Aleksej Uljukajev. Nella foto, il leader dell’opposizione ucciso di fronte al Cremlino.
Se Kiev dovesse tardare a ripagare i debiti, il Fondo potrebbe stancarsi di essere coinvolto nella crisi più grave dai tempi della Guerra Fredda.