Europa rischia veramente di perdere la Grecia consegnandola alla Russia

12 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Prima non se ne parlava nei grandi media mainstream e la teoria veniva spacciata come cospirazionista, ora persino la Bbc ha iniziato a ventilare l’ipotesi che la Grecia possa fare ricorso alla Russia per evitare un default e salvarsi dalle grinfie della troika.

Il “segreto di pulcinella” tenuto nascosto a Bruxelles è che per restare finanziariamente a galla la Grecia avrà bisogno di nuovi prestiti e a fornirli potrebbe essere anche la Russia, o forse la Cina.

Di recente il ministro russo delle Finanze in persona ha confermato che Mosca “potrebbe prendere in considerazione un aiuto finanziario alla Grecia”. Atene ha già fatto capire di voler cercare la sponda russa, probabilmente per poter avere una maggiore leva nei negoziati con i creditori europei.

L’avvicinamento tra il nuovo governo ellenico e l’esecutivo di Putin ha fatto suonare diversi campanelli d’allarme in Europa. In un primo momento le voci venivano ignorate o trattate come mere teorie del complotto, ma ora che Atene non sembra riuscire a trovare un accordo con i creditori internazionali sulle riforme da adottare in cambio degli aiuti, le possibilità che il premier Tsipras finisca per rivolgersi veramente al Cremlino per ottenere una nuova linea di credito sono aumentate.

Alcuni analisti temono che tale mossa finirebbe per allontanare inesorabilmente Atene dall’Europa ‘occidentale’. Al contempo la svolta consenterebbe a Syriza di trovare nella Russia un alleato più benevolo, pronto a investire oltre che a giocare il ruolo di creditore.

A maggio il premier Alexis Tsipras sarà ospitato dal presidente russo Vladimir Putin. Ad accompagnarlo sarà Panos Kammenos, il ministro della Difesa nonché leader del partito populista di destra dei Greci Indipendenti, che con Syriza forma la coalizione di governo.

Il tempismo della visita non è sfuggito agli osservatori e analisti. L’estensione di 4 mesi del bailout scade alla fine di giugno e Atene avrà bisogno di nuovi fondi se vuole continuare a finanziare i suoi servizi pubblici e scongiurare il default.
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Ufficialmente la Grecia non è alla ricerca di fonti alternative di finanziamento. Ma un prestito da Russia o Cina sarebbe una alternativa favorevole e preferibile al continuo sostegno della troika, che ha fatto imporre ai precedenti governi misure di rigore all’origine di una crisi umanitaria oltre che economica.

La Grecia potrebbe inoltre ottenere gas a costo più basso per la sua gente. Anche gli investimenti di Mosca o Pechino, uniti a un incremento delle visite turistiche da quei due paesi, fornirebbero una bella spinta all’economia.

Mosca in cambio otterrebbe un alleato prezioso dotato di potere di veto in seno all’Unione Europea, proprio in un momento di altissima tensione in merito alla crisi in Ucraina.

In un sondaggio condotto di recente in Grecia, è emerso che il campione interpellato simpatizza di più con la Russia (61%) che con l’Europa (31%).

Secondo Manos Karagiannis, professore di origini greche del King’s College londinese esperto di affari esteri russi, “la Grecia sta giocando la carta russa per avere più leva nei negoziati. Distanziarsi da Ue e Nato sarebbe molto difficile”.

Al contempo non bisogna sottovalutare il rischio di Grexit. “Un evento del genere alimenterebbe il sentiment anti europeo e una Grecia isolata e indebolita sarebbe una minaccia per la stabilità dell’intera regione”, perché “una nazione esclusa dall’area euro e debole, finirebbe veramente per avvicinarsi alla Russia”.

Oggi la Grecia ha firmato un accordo di cooperazione con l’Ocse. L’organizzazione parigina dovrebbe aiutare il paese a implementare le riforme. Ma se l’esecutivo Tsipras non riuscirà a convicere l’Eurogruppo, la Russia potrebbe cogliere la palla al balzo per ‘soffiare’ la Grecia dall’egemonia filo occidentale.

Fonte: Bbc.

(DaC)