Superbonus 110%: Poste, Cdp e Banco BPM sospendono la cessione del credito

8 Febbraio 2022, di Alessandra Caparello

Diventa più complicato ottenere il Superbonus al 110%, la maxi agevolazione fiscale introdotta dal Decreto Rilancio che interviene sul patrimonio immobiliare. La disciplina precedente stabiliva che il credito d’imposta potesse essere ceduto un numero di volte illimitato a qualsiasi soggetto. Il beneficiario poteva cedere il suo credito all’impresa che realizzava gli interventi di riqualificazione, che a sua volta poteva cederlo alla propria banca o ad altro soggetto.

Il governo Draghi ha deciso una stretta anti furbetti, decretando la possibilità di cedere il credito, una delle alternative alla detrazione nella denuncia dei redditi insieme allo sconto in fattura, una volta sola. Il fine è quello di evitare più cessioni che il più delle volte nascondono un fine fraudolento.

Superbonus: stretta alla cessione del credito

E’ l’articolo 26 del decreto Sostegni ter a prevedere il blocco della cessione multipla dei crediti d’imposta. Stessa cosa per lo sconto in fattura: i contribuenti che effettuano lavori agevolabili con il Superbonus al 110%, possono cedere il loro bonus fiscale vedendosi ridurre il costo dell’intervento agevolato. Dal quel momento in poi, ossia da quando lo sconto si trasforma in credito d’imposta per l’impresa, scatta il nuovo vincolo di una sola cessione.

Per i crediti già oggetto di cessione al 7 febbraio si potrà procedere con una sola ulteriore cessione. I contratti che violeranno le nuove norme saranno considerati nulli.
Così come si legge nella bozza, i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati già oggetto di cessione o dello sconto in fattura, possono «costituire oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari», nei termini previsti.

Stop alla cessione: Poste, CDP e Banco BPM

Se il fine della novità normativa è senza dubbio lodevole, nei fatti però a rimetterci sono tutti i contribuenti. Questo perché in molte società e banche stanno venendo meno alla possibilità offerta finora di richiedere la cessione del credito. La prima è stata Cassa Depositi e Prestiti che ha chiuso il servizio di cessione dei crediti in edilizia. La società per azioni controllata dal ministero dell’economia non effettuerà più il servizio Bonus edilizi lanciato circa un anno fa.

Successivamente è stata Poste Italianead aver chiuso la piattaforma online che permetteva ai contribuenti di richiedere la cessione dei crediti relativi ai bonus fiscali previsti dal decreto Rilancio, incluso il Superbonus 110%, l’Ecobonus e il Sismabonus e gli altri incentivi come il bonus facciate e il bonus ristrutturazione.

La piattaforma per la cessione del credito di Poste italiane è diventata inattiva ma il gruppo non ha ancora comunicato se si tratta se la cessione del credito è bloccata in maniera temporanea o definitiva. E adesso è la volta di Banco Bpm.

Alla luce delle limitazioni al numero di cessioni dei crediti fiscali, contenute nel Dl Sostegni Ter – spiega il gruppo milanese guidato da Giuseppe Castagna – Banco Bpm ha temporaneamente sospeso l’acquisizione di nuove pratiche da privati, condomini e imprese che applicano lo sconto in fattura, in attesa di adeguare il proprio modello di servizio alle nuove disposizioni di legge e riprendere a operare con la clientela. Nel frattempo, prosegue la finalizzazione delle pratiche con crediti fiscali già maturati e cedibili nel rispetto delle scadenze fissate dal Dl, e l’acquisizione di crediti fiscali dai soggetti aggregatori che operano tramite sconto in fattura. L’obiettivo è comunque quello di limitare, per quanto possibile, impatto sui propri clienti”.

Sicuramente a valanga moltissime altre banche seguiranno l’esempio di Poste, CDP e Banco BPM.

C’è da dire tuttavia che alcuni istituti bancari hanno comunque confermato di voler proseguire nelle loro attività: tra questi figurano Unicredit, Intesa Sanpaolo e Finecobank. Come riporta Il Giornale, Unicredit ha confermato di essere al passo con la norma “aggiornata – precisa l’istituto guidato da Andrea Orcel – e adeguata alle più recenti modifiche normative del servizio di cessione dei crediti derivanti da bonus edilizi per gli acquisti tramite il canale banca“. “Non abbiamo interrotto la cessione dei crediti. Proseguiamo con il supporto alle imprese alle Pmi e alle famiglie – sottolinea al Corriere l’Istituto guidato da Carlo Messina, Intesa Sanpaolo – adeguando il nostro processo alle modifiche normative che via via stanno arrivando“.

Così la politica tenta di mettere una pezza e i partiti si preparano a modificare il Sostegni-ter al Senato introducendo una cessione multipla del credito.  Il Pd – ma anche altri partiti come il M5S – prepara il suo emendamento che rimodula la norma anti-frodi del governo in modo da consentire una doppia cessione dei crediti.