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Super-lobby vogliono accordo di libero scambio Usa-Ue. E l’Italia va a Washington

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WASHINGTON (WSI) – Anche se sono molto forti le critiche e perplessita’ sull’accordo di libero scambio Usa-Ue noto con l’acronimo TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) c’e’ grande fermento ai vertici dei governi e delle istituzioni, corrisposto da un silenzio assoluto sui media e soprattutto tra i partiti e in Parlamento. Si tratta di temi globali di fronte a cui gli 80 euro del governo Renzi, o l’insistenza del M5S sul reddito di cittadinanza, impallidiscono per la loro inconsistenza da campagna elettorale fatta di slogan di facciata.

Su Wall Street Italia ci siamo gia’ occupati di questo colosso che e’ la trattativa sull’accordo di libero scambio Usa-Ue, pubblicando una lettera di Jos Dings e Pieter de Pous, membri a Bruxelles del gruppo consultivo di esperti sul TTIP dell’UE; sono due funzionari dissidenti che mettono in guardia i cittadini d’Europa: “Con il TTIP, prepariamoci a poteri orwelliani, e fascismo soft”. Insomma un’altra di questa mega-costruzioni anti-democratiche ad esclusivo beneficio di multinazionali, caste e lobby economiche.

In una lettera al Financial Times, i due membri del gruppo di esperti della UE sull’Accordo Commerciale Transatlantico respingono le accuse di “antitrade” rivolte a coloro che si oppongono ai negoziati: il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) “non riguarda solo il commercio, è un attacco alla democrazia”, dicono.

Eppure la macchina del TTIP e’ ormai lanciata in piena velocita’. All’insaputa del grande pubblico. Che si trovera’ poi il meccanismo un giorno in vigore, a cose fatte. E allora sara’ troppo tardi, per pararne i danni.

Infatti, il vice ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda da oggi, lunedì 28 aprile, e’ in visita ufficiale negli Stati Uniti accompagnato dal Vice Direttore generale di Confindustria Daniel Kraus, dai vertici delle principali associazioni di settore (Anfia, Assocalzaturifici, Assica, Cosmetica Italia, Federalimentare, Federmacchine, Federorafi e Smi) e dai Consorzi che tutelano il Made in Italy agroalimentare (Aicig, Assodistil, Federdoc e Isit).

La missione, organizzata a cura dell’Ambasciata d’Italia a Washington, sarà svolta congiuntamente con il Presidente dell’associazione europea delle imprese BusinessEurope, Emma Marcegaglia (neo presidente di Eni), accompagnata a sua volta da esponenti delle realtà associative europee.

E’ previsto un intenso programma di lavoro focalizzato principalmente ad incontrare i principali interlocutori americani, sia pubblici che privati, coinvolti nel negoziato commerciale in corso tra UE e USA.

Sono in agenda due seminari presso i principali think-tank internazionali. Il primo presso il Center for Strategic and International Studies (30 aprile) per discutere gli aspetti di rilevanza politica nel TTIP e, il secondo, presso il Peterson Institute (1° maggio) dove si parlerà di come il TTIP possa favorire il ritorno del comparto manifatturiero da entrambi i lati dell’Atlantico.

La U.S. Chamber of Commerce, inoltre, ospiterà (30 aprile) un dibattito pubblico – alla presenza delle associazioni manifatturiere americane, europee e italiane – per mettere a punto un sintetico piano d’azione a sostegno del negoziato TTIP. Altro evento importante della visita sarà l’incontro (30 aprile) del Vice Ministro Calenda con l’inviato presidenziale degli Stati Uniti per la politica commerciale, Mike Froman, con il suo braccio destro Dan Mullaney, capo negoziatore per il TTIP da parte statunitense. L’incontro servirà a confrontarsi sulle prospettive negoziali in vista dei due nuovi round di trattative (prima dell’estate) e dell’imminente semestre di Presidenza italiana della UE.

A margine di questi eventi, il Vice Ministro terrà una serie di altri bilaterali, tra i quali quello con alcuni membri del Congresso americano (29 aprile) con ruoli guida nelle Commissioni parlamentari coinvolte nel negoziato TTIP. E’ prevista, inoltre, una presentazione (28 aprile) del Vice Ministro sulle strategie italiane volte ad attrarre gli investimenti esteri. All’evento, che si terrà presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, parteciperanno rappresentanti del mondo finanziario e aziendale statunitense e delle principali istituzioni finanziarie internazionali.