Stop BCE: se tocca riforma pensioni, Italia compromette bilancio

28 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – In Spagna e Italia c’è il rischio che le riforme delle pensioni adottate in precedenza siano cancellate o comunque “smantellate pezzo per pezzo”, come ha promesso il vice premier Matteo Salvini. Da qui l’alert sulla tenuta del bilancio pubblico. In questo caso, infatti, i due paesi del Sud d’Europa metterebbero a repentaglio i loro conti.

A lanciare l’allarme è la Banca centrale europea nell’ultimo bollettino economico, in cui viene inserita un’analisi sull’invecchiamento della popolazione. Nell’Ageing Report 2018 si rilevano rischi di “rovesciamento delle riforme attuate”.

Il rapporto ipotizza che tutte le riforme pensionistiche varate negli ultimi anni trovino piena attuazione.

“Tuttavia, in alcuni paesi, ad esempio in Italia e in Spagna, il rischio che si compiano passi indietro rispetto alle riforme pensionistiche precedentemente adottate sembra elevato. Il medesimo rischio, inoltre, potrebbe aumentare per i paesi in cui, ad oggi, si prevedono importanti cali dei tassi di sostituzione. In tali casi in alternativa, potrebbe aumentare il rischio di sempre maggiori trasferimenti di natura assistenziale qualora i piani pensionistici privati non fossero in grado di sopperire al divario”.

Nel documento la banca centrale guidata da Mario Draghi  ricorda anche il “considerevole aumento” dello spread tra i titoli di stato Italiani e i Bund tedeschi innescato sui mercati dal contratto di governo firmato da Movimento 5 Stelle e Lega.

“Dopo aver evidenziato fluttuazioni relativamente moderate nella prima parte del periodo in esame, i differenziali dei titoli di Stato italiani sono considerevolmente aumentati dopo il 15 maggio quando i mercati hanno conosciuto i dettagli contenuti nella proposta di programma avanzata dal nuovo governo. Le condizioni dei mercati delle obbligazioni sovrane sono da allora rimaste volatili con i differenziali dei titoli di Stato italiani ben al di sopra dei rispettivi livelli di aprile. Anche i mercati dei titoli di Stato di altri paesi dell’area dell’euro sono stati in varia misura coinvolti”.

In generale secondo la Bce i differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un considerevole livello di volatilità dalla seconda metà di maggio, in un contesto caratterizzato da incertezza politica in Italia.

“Le oscillazioni sui mercati dei titoli di Stato si sono propagate in parte ad altri segmenti di mercato e la volatilità sui mercati azionari è aumentata”.