Stop al reddito di cittadinanza, arriva Mia. Cosa cambia

di Alessandra Caparello
Pubblicato 6 Marzo 2023 • Aggiornato 7 Marzo 2023 08:48

Da reddito di cittadinanza a Mia, acronimo di Misura di inclusione attiva. Secondo quanto anticipato dal “Corriere della Sera”, la modifica del sussidio fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle è pronta.

Già in campagna elettorale Giorgia Meloni aveva promesso una riforma del reddito di cittadinanza e con la legge di bilancio 2023 aveva delineato le basi. Ora si passa ai fatti.

Vediamo come cambia il reddito di cittadinanza.

Cos’è Mia, come cambia il reddito di cittadinanza

La ministra del lavoro Marina Calderone starebbe ultimando il decreto da presentare al Consiglio dei ministri.

In base alle anticipazioni, il nuovo strumento di sostegno sociale, la cui partenza è prevista a settembre, si chiamerà Mia, “Misura di inclusione attiva”, e scatterà già quest’anno e “si dovrebbe quindi poter chiedere da agosto o più realisticamente dal primo settembre” spiega il Corriere.

I potenziali beneficiari verranno divisi in due platee:

  • famiglie povere senza persone occupabili ossia dove c’è almeno un minorenne o un anziano over 60 o un disabile;
  • famiglie con occupabili dove vi sia almeno un soggetto tra 18 e 60 anni d’età.

Rispetto al reddito di cittadinanza è prevista una stretta negli importi e nella durata del sussidio.

Gli importi previsti

L’importo base (per un single) dovrebbe restare di 500 euro al mese, come nel reddito di cittadinanza. In discussione l’eventuale quota aggiuntiva nel caso in cui il beneficiario debba pagare l’affitto.

Nel caso degli occupabili, l’assegno base dovrebbe essere ridotto a 375 euro. Per i meno abbienti la Mia durerà, in prima battuta, fino a 18 mesi (come ora il Reddito), per gli occupabili non più di un anno.

La Mia inoltre per le famiglie senza occupabili, “dalla seconda domanda in poi, la durata massima si ridurrà a 12 mesi”, mentre “per i nuclei con persone occupabili, invece, la Mia scadrà al massimo dopo un anno la prima volta e dopo sei mesi la seconda e una eventuale terza domanda di sussidio si potrà presentare solo dopo una pausa di un anno e mezzo”.

Scende l’Isee per chiedere il sussidio dai 9.360 euro a 7.200 euro ma si prevede l’aumento dell’importo del sussidio in base al numero dei componenti la famiglia, per migliorare l’assistenza ai nuclei numerosi e in programma anche la “correzione del requisito della residenza in Italia, che dovrebbe scendere da 10 a 5 anni, per non incorrere nelle censure della Consulta e di Bruxelles”.

Rispetto al reddito di cittadinanza è prevista anche una correzione della “scala di equivalenza”, che modulerà l’importo in maniera diversa andando a privilegiare i nuclei familiari più numerosi.

E sarà rivista – andando incontro a Bruxelles – anche la norma che finora prevedeva la possibilità di accedere alla misura solo per chi risiede in Italia da almeno da 10 anni: un tetto che sarà dimezzato, scendendo a 5 anni. 

Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha spiegato:

“Mia nasce dalla volontà di risolvere il tema delle politiche attive e di spostare quello che oggi è un sussidio sul tema della politica attiva. Quindi, ovviamente, non è una retromarcia. Si era detto che si sarebbe cambiato il reddito di cittadinanza. Si era detto che si sarebbe immaginata una misura che avrebbe consentito a chi non può lavorare di essere sostenuto e a chi non vuole lavorare di dover lavorare per forza, se la vuole. E questo si sta facendo. Con il Mia ci sarà, entro certi limiti, con determinate possibilità, la concorrenza tra lavoro e reddito di cittadinanza“.

Reddito di cittadinanza: richieste fino al 31 agosto 2023

Il reddito di cittadinanza potrà essere chiesto fino al 31 agosto 2023 e comunque potrà essere erogato al massimo solo fino a fine anno.

Nel 2022 sono stati spesi per il reddito di cittadinanza e per la pensione di cittadinanza 7,99 miliardi. E’ quanto emerge dagli Osservatori Inps sulla misura di contrasto alla povertà, secondo cui hanno avuto accesso ad almeno una mensilità del sussidio 1.685.161 famiglie, per 3.662.803 persone coinvolte.

L’assegno medio è stato di 551,11 euro. Il Sud e le Isole hanno avuto la percentuale di richiedenti maggiore, con 1.040.957 famiglie con almeno una mensilità (il 61% del totale di quelle con il sussidio), 2.399.875 persone coinvolte (il 65,5% del totale) e 583,27 euro medi per l’assegno.