Isee 2023, cosa cambia?

di Alessandra Caparello
3 Gennaio 2023 15:20

Cambiano i valori Isee dal 1° gennaio 2023. Per effetto delle disposizioni normative che regolano la carta acquisti, gli importi di reddito e l’indicatore Isee che regolano l’accesso al citato contributo, per il 2023, sono perequati al tasso di inflazione Istat. Lo rende noto il Mef secondo cui a partire dall’1 gennaio 2023, il limite massimo del valore dell’indicatore Isee e dell’importo complessivo dei redditi comunque percepiti sono rispettivamente così determinati:

  • per i cittadini nella fascia di età dei minori di anni 3, valore massimo dell’indicatore Isee pari a euro 7.640,18;
  • per i cittadini di età compresa tra i 65 e i 70, valore massimo dell’indicatore Isee pari a euro 7.640,18 e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a euro 7.640,18;
  • per i cittadini nella fascia di età superiore agli anni 70, valore massimo dell’indicatore Isee pari a euro 7.640,18 e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a euro 10.186,91.

Così a partire dal 1.1.2023, per i cittadini che presentano domanda per ottenere il beneficio carta acquisti, dovrà essere utilizzata la nuova modulistica con i limiti Isee e reddituali sopra riportati. I moduli sono disponibili presso gli Uffici postali e nei siti internet di Inps, Poste Italiane Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Isee: cos’è e a cosa serve

L’Isee è l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata.

Per l’accesso ad alcune prestazioni, come bonus luce e gas, ma anche reddito di cittadinanza, assegno per i figli, ecc occorre essere in possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia. E l’Isee serve proprio a questo, ossia a determinare in modo equo la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie dei residenti ed è soggetto a controlli.

Come si ottiene?

Per ottenere la propria certificazione Isee è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare. La DSU può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno ma hanno validità fino alla fine dell’anno stesso. La DSU si può presentare usando i seguenti canali:

  1. Inps – la DSU può essere compilata on line, direttamente dall’interessato, utilizzando il servizio dell’Inps.
  2. Caf- la DSU può essere compilata e trasmessa attraverso i Caf, che prestano assistenza gratuita ai cittadini sulla base di una convenzione stipulata con Inps.

Dal 2020, nell’ottica di semplificare la burocrazia, è stata introdotta la DSU precompilata, caratterizzata dalla presenza di dati precompilati forniti dall’Agenzia delle Entrate e da INPS, cui vanno aggiunti quelli autodichiarati da parte del cittadino. Il servizio è disponibile sul sito dell’Inps, che mette a disposizione anche tre tutorial per spiegare le diverse fasi necessarie all’acquisizione della pre-compilata.

Il cittadino può accedere al servizio direttamente o tramite i Caf, conferendo apposita delega. Sempre l’Inps mette a disposizione dei cittadini un servizio per simulare il calcolo del proprio Isee, che consente di comprendere la situazione economica del nucleo familiare per valutare in anticipo il potenziale possesso dei requisiti economici di accesso alle prestazioni sociali agevolate.

Documenti per Isee 2023

Chi si rivolge al Caf deve prima ottenere una serie di documenti che così riassumiamo.

  • Codice Fiscale e Documento d’identità del dichiarante, di tutti i componenti del nucleo familiare ed eventualmente;
  • Modello 730 e/o Modello Redditi 2022 e per i dipendenti/pensionati Modelli CU 2022, riferiti ai redditi del 2021;
  • Certificazioni relative a redditi esenti da imposta o assoggettati a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta;
  • Altra documentazione attestante compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche, somme percepite da enti musicali, filodrammatiche e similari ecc;
  • Per i separati: sentenza di separazione o divorzio con l’indicazione dell’eventuale assegno di mantenimento per i figli;
  • Documentazione attestante il valore del patrimonio mobiliare: depositi bancari e/o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare, anche detenuto all’estero;
  • Saldo e giacenza media annua riferita a depositi bancari e/o postali (estratti conto trimestrali e/o mensili);
  • Certificati catastali, atti notarili di compraventidta, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE dell’immobili detenuti all’estero;
  • Targa o estremi di registrazione al P.R.A. e/o al R.I.D. di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto.