“Wall Street sta travisando Trump, prevedo bagno di sangue”

6 Marzo 2017, di Mariangela Tessa

David Stockman, ex direttore dell’ufficio di Bilancio della Casa Bianca durante la presidenza di Ronald Reagan, lancia allarme sui mercati. A Wall Street ci sarà un bagno di sangue, per via dei disastri attesi durante l’amministrazione Trump. E la crisi arriverà in sordina, quando nessuno se l’aspetta.

Stockman, non è certo nuovo alle critiche nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Già nelle settimane scorse aveva avanzato scenari negativi sul debito. Questa volta, in un’intervista alla Cnbc, punta i fari sul mercato, dopo i nuovi guadagni segnati la scorsa settimana dal Dow Jones e lo S&P 500, in seguito all’intervento di Trump al Congresso.

“Wall Street sta totalmente travisando Washington,” ha spiegato Stockman, in un’intervista alla CNBC. La verità è che, a suo avviso, “Non ci sarà nessun taglio delle tasse”.

Alla base del suo pessimismo circa le politiche di Trump c’è la “trappola del tetto del debito”, ch impedirà la riforma fiscale, l’aumento delle spese in infrastrutture e quelle della difesa. Alla luce delle divisioni presenti all’interno  del partito repubblicano, l’ex consigliere di Reagan anticipa “una paralisi del governo”, ha detto Stockman, che avrà risvolti catastrofici sul mercato.

“Non vedo nessuna accelerazione dell’economia o dei profitti. Vedo solo una grande confusione, una situazione di stallo fiscale” ha aggiunto.

Le dichiarazioni di Stockman arrivano dopo che venerdí scorso  la Federal Reserve ha detto di essere pronta ad alzare il tasso di interesse a breve, molto probabilmente già nella riunione del “Federal open market Committee” fissata per il 14 e il 15 marzo.

Il governatore della banca centrale americana ha spiegato:

“Nella riunione che avremo questo mese il Comitato valuterà se l’occupazione e l’inflazione stiano mantenendo una dinamica in linea con le nostre aspettative, nel qual caso sarà probabile un ulteriore aggiustamento del tasso di interesse federale”.

La Fed ha sbloccato il costo del denaro nel dicembre del 2015, portandolo da zero allo 0,25%-0,50%. Poi un anno di stasi, con voci e ipotesi che si sono rincorse fino al dicembre 2016, quando è arrivato l’incremento di un altro quarto di punto. Ora la fascia 0,50-0,75% potrebbe salire fino all’1%.