Sterlina, flash crash è solo l’inizio: vale meno dell’euro

10 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Quando la sterlina ha perso il 6,1% in due minuti di tempo la scorsa settimana, gli analisti hanno citato problemi tecnici in una fase di scarsa liquidità e quindi alta volatilità. È c’entrato certamente un algoritmo, sul quale sta indagando la Banca d’Inghilterra, ma l’incidente ha offerto la dimostrazione di quanto sia vulnerabile la sterlina ora che – dopo che Londra ha fissato la data della Brexit a marzo 2017 – l’Ue fa muro contro il Regno Unito.

Sono i sintomi di una crisi della valuta britannica, che non gioverà all’economia del paese come i tanti promotori della Brexit sperano. Londra non potrà esportare a un mercato di cui non fa parte. La perdita del mercato comune e della libera circolazione di persone aumenterà le tariffe e creerà problemi burocratici non da poco per le aziende britanniche che vorranno vendere beni e servizi in Europa.

Il costo economico di queste tariffe potrebbe raggiungere il 10-15% secondo le stime dell’economista di HSBC Douglas Lippoldt. Gli investimenti stranieri si ridurranno, in particolare nel momento in cui il Regno Unito perderà accesso al mercato comune Ue. Le grandi multinazionali attive nelle due regioni (UK e UE) hanno già avvertito che lasceranno il Regno Unito non appena scatterà la Brexit.

JP Morgan, UBS, Nissan, Vodafone sono solo alcune delle società internazionali ad aver annunciato il trasferimento di staff all’estero: molte di loro prima potevano fare affari in Europa dal quartier generale di Londra. Da quando il Regno Unito sarà fuori dall’Unione Europea questo non sarà più possibile.

Come si vede nel grafico, sul valutario quest’anno la sterlina ha perso circa il 16% del suo valore nei confronti del dollaro. Il mercato stima che a causa della Brexit il Pil britannico si contrarrà dell’1-2% l’anno prossimo. Alla luce di queste previsioni gli speculatori nel Forex scommettono contro la divisa britannica. Sono convinti che la Brexit renderà Londra più debole e non più forte.

Anche perché la premier Theresa May ha fatto capire che la rottura dall’Ue sarà totale. Londra perderà 10 miliardi di sterline di tasse. La sterlina vale 1,10 euro e scenderà presto a 1,20 dollari, secondo gli esperti di mercato. Ai turisti questo weekend venivano offerti 0,97 euro per sterlina agli aeroporti.

E in alcuni luoghi come negli aeroporti la sterlina vale già meno dell’euro. Nel flash crash asiatico di venerdì scorso la divisa britannica è scesa ai minimi di 31 anni. Gli analisti di Citigroup dicono di “non essere preoccupati” tanto dal flash crash, perché lo ritengono un evento prevedibile che fa parte di un trend a più lungo termini nel quale la sterlina si indebolirà sempre di più.