State Street: “Italia fattore di rischio”. Per chi ha sangue freddo consiglia Btp

13 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Gli investitori guardano all’Italia con preoccupazione. Tanto da considerarla un  “fattore di rischio” per via della forte esposizione ai titoli obbligazionari sia di stato che corporate. Per adesso, unica notizia consolante, non vi è una reale situazione di contagio e certamente siamo lontani dallo scenario del 2011.

E’ quanto ha detto ieri a Milano la vice responsabile globale per gli investimenti di State Street Lori Heinel, che ha sottolineato come il “problema dell’Italia non sia un problema solo italiano ma che crea stress in tutta l’eurozona”.

Il nodo è nella quantità di obbligazioni sovrane che le banche hanno in pancia. Sono soprattutto quelle francesi, spagnole e portoghesi ad avere nei forzieri una sensibile esposizione al debito italiano e questa esposizione, ha spiegato la Heinel, va a incidere sulla valutazione degli stessi istituti di credito.

Detto ciò, la banca americana ritiene che il livello attuale di rendimento dei Btp a 10 anni sia superiore di circa un punto percentuale al valore ottimale e può dunque rappresentare un’occasione di investimento per chi ha il sangue freddo per affrontare il rischio rappresentato dall’incertezza del quadro politico.

Questa mattina intanto lo spread BTp/Bund è indicato a 273 punti base, dai 271 punti del closing di ieri. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale che si porta al 2,86% dal 2,84% del closing della vigilia.