Moody’s: passo indietro nelle riforme potrebbe pesare sul credito

6 Marzo 2018, di Mariangela Tessa

Dopo Standard & Poor’s, anche Moody’s esprime le preoccupazioni sui risultati elettorali italiani. In una nota di oggi, l’agenzia di rating ha detto che l’esito del voto italiano, che non ha evidenziato nessun partito o coalizione in grado di arrivare alla maggioranza, si traduce nella “difficoltà di formare una maggioranza di Governo, che si aggiunge ai problemi strutturali economici e fiscali del Paese”.

Gli analisti dell’agenzia americana specificano poi che a causa

“del risultato frammentato, servirà probabilmente tempo per formare una maggioranza”. Tuttavia, “più che l’esatta composizione del prossimo governo, le politiche economiche saranno cruciali per determinare la direzione del profilo di credito dell’Italia”, si legge nella nota, in cui si precisa che “un’abrogazione delle riforme strutturali avviate dai precedenti governi, come quelle del lavoro e delle pensioni, potrebbero avere un impatto negativo sul credito”.

Ieri intanto gli analisti di Standard & Poor’s  hanno assicurato che non ci sarà nessun cambio di rating, almeno per ora, per l’Italia. Le elezioni, hanno detto:

“non dovrebbero avere alcun impatto immediato sul rating sovrano dell’Italia” aggiungendo che “Noi crediamo che, secondo risultati provvisori, il processo di formazione del governo potrebbe essere complicato e protratto perché nessun partito singolo o coalizione pre-elettorale ha ottenuto sufficiente voti per formare un Governo”.

Standard & Poor’s ricorda che:

“secondo il calendario post-elettorale, il presidente Sergio Mattarella a fine marzo / inizio aprile prevedeva di nominare il candidato primo ministro che sarebbe sembrato quello con maggiori probabilità di formare un governo. “Dal nostro punto di vista, c’è attualmente una mancanza di visibilità sulla composizione del nuovo governo e, di conseguenza, sulla sua direzione politica, che continuerà ad essere un fattore chiave della solvibilità dell’Italia”.

Nel frattempo, sempre ieri, anche alla luce della sovraperformance (pari al 5%) realizzata da listino milanese fino ad oggi rispetto all’Europa, gli analisti di Credit Suisse hanno tagliato ad “underweight” il rating su Piazza Affari:

“Il rischio più grande è che uno stallo prolungato sullo scenario politico italiano rallenti o addirittura blocchi le riforme necessarie per il Paese: è proprio la loro mancanza che, da anni ormai, ci fa essere prudenti sull’azionario italiano’.

Secondo gli analisti, invece, non ci sono grandi rischi di un’uscita dell’Italia dall’euro o peggio di un default sul debito sovrano. Tra le principali criticità che emergono dalle elezioni, ci sono una eventuale coalizione Lega Nord-MoVimento Cinque Stelle con una prospettiva anti europea.