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Spread sopra quota 150 è ingiustificato. Lo dice il governatore di Bankitalia Visco

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I fondamentali dell’economia italiana non giustificano uno spread sopra i 200 punti, ma inferiore a 150. Dopo Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco esce allo scoperto, in difesa dell’economia dell’Italia.

“Il marcato aumento degli spread sui titoli di Stato registrato in Italia e in Grecia ma anche, in misura più contenuta, negli altri paesi dell’area dell’euro è un segnale che desta preoccupazioni. Si tratta di tensioni che non sembrano essere spiegate dall’andamento del quadro macroeconomico”.

Secondo i giornali “quella della BCE, era una riunione di emergenza , ma non c’è panico”, ha detto Visco. “L’incremento dei tassi di interesse lo facciamo”, come Bce, “per evitare che scappi di mano il genio dell’inflazione, che ci siano aspettative di inflazione che crescono in modo non controllato e alla fine ci sia una rincorsa tra prezzi e salari che porta solo a una caduta dei redditi reali”.  “Ultimamente abbiamo avuto un aumento dei prezzi molto forte e diverso tra Europa e Stati Uniti, spiega Visco, ricordando che “la Fed per contenere un aumento dei prezzi molto forte, stimolato da una domanda in eccesso, a questo punto sta facendo una politica monetaria restrittiva”. Mentre “la Bce, di fronte a un aumento dei prezzi che è soprattutto dovuto a un aumento del costo dell’energia” rileva il Governatore, deve intervenire per evitare che questi costi vengano trasferiti erodendo il potere di acquisto delle famiglie.

Dopo l’impennata della scorsa settimana, quando aveva sfondato quota 230, questa mattina intanto il  differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi ha aperto in ribasso sotto quota 200 punti, fermandosi a 197,1 punti, a fronte dei 202 punti della chiusura precedente. In calo di 7,5 punti base il rendimento annuo italiano al 3,65%, mentre il rendimento dei titoli tedeschi cede 2,6 punti all’1,68%.

Messina (Intesa San Paolo): competente speculativa su dinamica spread

Le dichiarazioni del numero uno di Bankitalia sono in linea con quelle di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, secondo cui l’impennata dello spread a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi è frutto unicamente della speculazione.

“Non so cosa sia” lo scudo anti-spread, ha spiegato Messina, due giorni fa a margine dell’evento Youg Factor a Palazzo Mezzanotte. “però è chiaro che c’è una componente speculativa oggi sulla dinamica dello spread. Tutto quello che è sopra 100/150 punti base è totalmente ingiustificato. Quindi uno strumento che possa far rendere conto al mercato che non è il momento della speculazione può esser utile”.

Secondo Messina “se con alcuni strumenti la BCE potrà ricondurre lo spread a livelli più bassi, ciò lo vedremo, ma questa io la vedo più come una fase speculativa”. “È chiaro che c’è qualcosa che non funziona sui mercati. L’importante è che queste cose vengano gestite con una visione – ha aggiunto – Che ci sia una speculazione è certa ma che lo spread dell’Italia non possa essere come quello della Grecia è altrettanto evidente”.

Il banchiere ritiene che questi livelli di spread “non ci devono preoccupare perché sono legati ad un elemento temporaneo. I fondamentali portano a dei numeri che sono tra 100/150 punti base, ma bisogna essere sicuri di accelerare sulla crescita del paese e fare in modo che non vengano fatte richieste di aumenti di debito pubblico che oggi non sarebbero tollerabili”. “Come paese non abbiamo un problema di sostenibilità del debito pubblico, questo deve essere un messaggio chiaro – ha detto in un altro passaggio – Qui bisogna fare dei piani che accelerino la crescita ma che sul fronte del debito riducano la dipendenza dalla BCE“.