Sondaggi: Lega Nord supera Forza Italia, che va sotto il 13%

6 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’elezione di Sergio Mattarella al Colle è stata accolta da tutti i commentatori politici come una vittoria di Matteo Renzi, che ha adottato una strategia che gli ha permesso di ricompattare le file della sinistra e dividere ancora di più Forza Italia.

Dopo la nomina dell’ex DC costituzionalista e contrario ai conflitti di interesse, la fiducia nel premier e nel governo a guida PD è tornata a salire.

Intanto Scelta Civica è alla deriva completa. Alla Camera il partito regge ancora, mentre i senatori del partito di Mario Monti sono passati in toto al PD. L’ammutinamento è completato: al Senato la forza di centro confluisce nella coalizione di governo per formare un “grande partito riformista”.

Dopo diverse settimane di appannamento, il primo ministro viene premiato per “il modo in cui il premier ha condotto la partita del Quirinale”, dice Roberto Weber, presidente dell’istituto di sondaggi Ixè che ha svolto l’inchiesta per la trasmissione Agorà, su Rai3.

Renzi ha proposto il nome di Mattarella al PD e poi al Parlamento nonostante il dissenso del centrodestra, sapendo di poter avere i numeri a partire dal quarto voto in aula.

“L’effetto positivo nei sondaggi coinvolge anche il governo, che in sette giorni passa dal 30% al 32%”, ha aggiunto Weber. In particolare, il gradimento per il premier cresce di due punti percentuali dall’ultima rilevazione, attestandosi al 37%, mentre per i primi tre partiti le variazioni delle intenzioni di voto sono lievemente positive.

Ma la vera notizia è che la Lega Nord ha superato Forza Italia nei gradimenti degli elettori potenziali. Nell’ultima settimana infatti Pd, M5S e Lega Nord hanno visto un rialzo dello 0,2% dei consensi, toccando quota 37%, 19,4% e 13,8%, rispettivamente. È calata invece al 12,9% Forza Italia (-0,4%), allargando così a quasi un punto la forbice con il Carroccio nello schieramento di centrodestra.

Il dato sull’affluenza (56,8%), segnala che quasi un elettore su due oggi non andrebbe a votare.

(DaC)