Société Générale presenta outlook 2015: azioni, bond, asset su cui essere Long o Short

5 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Cercare riparo nella liquidità. E’ quanto scrive Société Générale nel suo report Multi Asset Portfolio, presentando l’outlook per il 2015.

“L’indice SG MAP (ovvero indice Société Générale Multi Asset Portfolio, che rappresenta il Portafoglio Multi asset consigliato dalla banca) ha outperformato il suo gruppo in modo significativo”, se consideriamo il periodo da inizio anno a ora.

“Nonostante il 20% del portafoglio sia posizionato sull’azionario dell’Eurozona – che quest’anno ha sottoperformato -, la posizione significativa sull’azionario Usa e sui mercati emergenti (con un orientamento verso la Cina), così come l’essere long sui bond sovrani, in particolare della periferia, ha sostenuto la performance del MAP”.

“Il Multi Asset Portfolio (MAP) ha garantito un ritorno +13% dall’inizio dell’anno, superiore in modo significativo alla performance piatta nel nostro riferimento, il mix di balanced funds di Bloomberg, in un contesto in cui i livelli di volatilità sono rimasti sotto controllo ma più elevati delle attese, e in un momento in cui abbiamo preso la decisione di aumentare l’esposizione verso il rischio negli ultimi trimestri”.

Ecco i consigli per il 2015.

Riduciamo l’esposizione verso l’azionario nel nostro portafoglio dal 60% al 50%, mentre invece aumentiamo l’esposiziove verso i bond e alternative dal 40% al 50%. Questo ribilanciamento è stato effettuato in vista dell’aumento dei fed funds da parte della Fed (estate del 2015), che dovrebbe scatenare maggiore volatilità in tutte le classi asset e tradursi in un dollaro più forte”, scrive SocGen, oltre che “causare una reazione a singhiozzo nell’azionario globale, che noi riteniamo accadrà nel secondo trimestre. (D’altronde), fin dal 1871, l’azionario Usa (che al momento risulta molto costoso) non è mai salito per sette anni consecutivi (solo in due occasioni è salito per sei anni consecutivi, delle quali l’ultima nel 2014)”.

Di fatto, spiegano gli analisti della banca francese, una crescita del prodotto interno lordo degli Stati Uniti al di sopra del 3% non promette bene per Wall Street, che è diventata “super costosa”, dal momento che la Fed dovrebbe essere costretta ad abbandonare la propria politica di tassi a zero entro l’estate del 2015.

“La performance dell’azionario Usa può essere incredibile quando la crescita è bassa e le condizioni di mercato sono super liquide. Ma se nel 2014 la Fed ha iniettato una liquidità di $460 miliardi, niente sarà iniettato nel 2015, e la Fed quasi sicuramente alzerà i tassi”.

L’aumento della volatilità porta ad alzare l’esposizione verso i bond e le altre alternative nell’asset allocation, “incrementando il loro peso di 10 punti al 50%, attraverso l’aggiunta di Treasuries Usa (+5pp), bond societari (di Usa e di Europa, +3pp al 15%), e cash in dollari americani (+2pp fino al 7%).

Raccomandiamo anche l’azionario e i bond della Cina; preferiamo i metalli di base tra le materie prime e l’industria di base nel contesto globale dell’azionario”, sottolinea SocGen, anticipando “un graduale allentamento della politica monetaria (cinese), chiaramente sostenuto da un regime di inflazione molto basso”.

Scetticismo invece verso il Giappone: al di là del valore usd/jpy di 120-125, esiste il rischio che l’attuale correlazione tra l’indice azionario e il mercato valutario possa spezzarsi, e un “panic premium” possa fare la sua comparsa: in questo caso, “lo yen potrebbe scendere ulteriormente, zavorrando il mercato azionario in modo notevole. Dunque, il consiglio è: ridurre l’esposizione verso il Giappone

L’Europa dovrebbe essere un’area outperformante nel 2015 (che registra performance migliori rispetto ad altre aeree). Durante il prossimo anno si dovrebbe assistere infatti ai “benefici dei prezzi più bassi del petrolio e ai tassi negativi della Bce. Il mantra sarà ‘Non combattere contro la Bce” e la banca centrale dovrebbe iniettare 1 trilione di euro e includere i bond sovrani nel suo programma di acquisti”. Nell’Eurozona, continuiamo a guardare con favore agli: spread periferici; credito dell’Eurozona e azionario, a eccezione del Dax tedesco e raccomandiamo una forte esposizione verso i finanziari, incluse le banche.

SETTE SONO I CONSIGLI CHIAVE

1 -Proteggersi contro la fine della politica di tassi a zero della Fed. Questo implica:

short EUR/USD:

short ORO;

tatticamente long sui Treasuries Usa[ARTICLEIMAGE]

2- Essere contrarian sugli asset dell’Eurozona, e dunque acquistarli Questo implica:

Essere long sugli spread dei bond periferici contro i Bund tedeschi;

Essere long sull’azionario dell’Eurozona;

Long sulla Borsa di Parigi (CAC40)/short sul DAX

Long sull’Eurostoxx

3- Aumentare l’esposizione sulle banche europee

Essere long sulle banche dell’Eurozona

4- Favorire tra gli emergenti azionario Asia/Cina (2/3 dei totali mercati azionari dei Paesi emergenti

Acquistare bond dei paesi emergenti;

I prezzi del petrolio scendono: Long India, Turchia. Short Russia, Malesia, Colombia

5- Ribilanciare l’esposizione verso la Cina

Acquistare titoli azionari cinesi A e H. I titoli azionari A sono riferiti a titoli di società con sede in Cina quotati nel listino cinese. I titoli azionari H sono titoli di società con sede in Cina ma quotate a Hong Kong.

Acquistare bond cinesi;

Essere long sui metalli di base;

Outperformance dell’industria di base nell’azionario

6- Allontanarsi dagli asset UK in attesa delle elezioni del 7 maggio

Short sterlina contro dollaro;

7- Stare lontani dal petrolio e dagli asset a esso legati

Sottopesare titoli globali di servizi petroliferi;

Preferire Royal Dutch Shell (BUY) e Statoil (HOLD) [ARTICLEIMAGE]

(Lna)