Sicilia vicina al default

16 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La Regione Sicilia si trova “sull’orlo del fallimento, vicina al default”. A lanciare l’allarme dalle pagine del Corriere della Sera e’ il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, secondo cui “va ripensata anche l’autonomia e occorre avviare un’ operazione-verita’.

Rischia di essere la Grecia d’Italia: secondo la Corte dei Conti il buco e’ di 5 miliardi. Ma il debito consolidato e’ molto piu’ alto, avverte Lo Bello. “Bisogna prendere atto della situazione reale e capire se e’ possibile andare avanti”. Van “assolutamente modificato il modello prevalente ed evitare di supportare gli elementi parassitari”, ha detto Lo Bello in un intervento a RaiNews24.

L’intento e’ quello di scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo.

Ma il governo Monti – aggiunge nell’intervista al Corriere – “deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili”.

“La Sicilia – spiega Lo Bello – rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se’ stesse l’impunita”‘.