Sell a Piazza Affari. Motivo: il Tesoro paga cara l’asta dei titoli di stato

29 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari in forte ribasso, con l’indice Ftse/Mib che ha perso il 2.67%. L’andamento e’ pressoche’ simile a quello degli altri indici europei, ma la flessione sulla borsa di Milano e’ piu’ marcata, mentre monta la paura per un contagio della crisi del debito.

Le borse europe hanno chiuso ai minimi di 7 settimane e ad essere particolarmente colpite sono state le banche. Il piano di salvataggio dell’Irlanda da 85 miliardi di euro ($110 miliardi) non convince (non viene considerato un vero piano di aiuti definitivo ma soltanto un cuscinetto temporaneo) e potrebbe arrivare a costare sino a 100 miliardi di euro. Si teme il contagio a Portogallo, Spagna, Italia, mentre la coda si allunga al Belgio.

L’FTSEurofirst 300 ha perso l’1.4% a 1071.91 punti, ai minimi dal 12 settembre. BNP Paribas, BBVA, Deutsche Bank e Societe Generale hanno lasciato sul campo il 3-4.7%. L’Inghilterra ha perso il 2.52%, Turchia e Ungheria il 3%.

Pesa l’andamento delle banche, con ribassi superiori al 3%. Gli operatori valutano l’esito dell’asta odierna del Tesoro.

Il premio di rendimento pagato dai Btp italiani decennali rispetto al bund tedesco e’ volato a nuovi massimi almeno dall’introduzione dell’euro, toccando i 200 punti base. Lo scrive la Reuters citando dati della piattaforma Tradeweb. Record anche per i premi di rendimento spagnoli, che viaggiano a 270 punti base. L’euro ha sfondato al ribasso i minimi di molte settimane, sotto quota 1.31. I CDS Italia, cioe’ i Credit Defaulkt Swaps, sono di gran lunga i peggiori in assoluto per livello di prezzo nel gruppo dei paesi G8 (vedere grafico in home page, prezzi in Insider per gli abbonati). Euro venduto a piene mani, sotto quota 1.31.

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Con l’asta di oggi, i rendimenti sono in rialzo su tutti i Btp e Cct. In particolare sul Btp decennale il rendimento lordo torna sopra il 4% attestandosi al 4,43% con un rialzo di mezzo punto percentuale rispetto all’asta precedente. Stessa dinamica per il Btp triennale con un rendimento che si attesta al 2,86% mentre sul cct rendimento lordo in aumento al 2,30%. Domanda non molto robusta. Per il Btp decennale la richiesta e’ ammontata a 3,815 miliardi a fronte di 2,99 miliardi assegnati. Sul triennale la domanda ha sfiorato i 3,5 miliardi mentre l’importo assegnato e’ stato 2,5 miliardi e per il cct a 7 anni richiesti 1,848 miliardi mentre l’importo assegnato e’ stato 1,339 miliardi.

Interessante osservare anche l’andamento della domanda. Il bid to cover ratio e’ stato nel primo caso di 1.27 volte, in calo dall’1.41 dell’emissione precedente. Per i bond che giungeranno a maturazione nel 2013 il rapporto e’ stato di 1.38 volte, piu’ di 1.34 del 28 ottobre. “La domanda per entrambe le tipologie di titoli e’ stata decente ma non eccezionale”, ha commentato a Bloomberg Annaliza Piazza, analista specializzata nel fixed income per Newedge Group.

“Il contesto e’ difficile e per finanziare il debito pubblico l’Italia deve piegarsi alle ragioni del mercato stesso ma con qualche concessione in piu'”, ha spiegato a Bloomberg David Schnautz, esperto di reddito fisso per Commerzbank. “Non la definirei un’asta deludente ma il fatto e’ che c’e’ ancora molta riluttanza a puntare sul debito emesso dai paesi periferici dell’Ue, considerato quello che sta succedendo”, ha aggiunto.