Se le banche non comprano più Btp, rischio scoppio bolla

12 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Lo ha amesso la stessa Bce: i bond sovrani europei non sono a prova di pericolo. L’annuncio ha messo pressione su Btp e Bonos, che cedono terreno sui mercati secondari quest’oggi.

Anzichè erogare prestiti, le banche europee si sono riempite le pance di titoli di Stato sovrani nazionali, per illudere la Bce anche se le economie sono tuttora in una fase di stagnazione, ottenendo altri finanziamenti in cambio.

Come riporta il Financial Times, un alto funzionario della Banca Centrale Europea ha ammesso che l’istituto cercherà di costringere le banche dell’Eurozona ha trasferire i soldi ottenuti in prestito nell’economia reale, nel tentativo di interrompere un pericolo circolo vizioso e incestuoso.

Come sottolinea al quotidiano finanziario membro del consiglio direttivo Peter Praet, se dei bond sovrani venissero calcolati i rischi che comportano per le banche che li stanno accumulando, gli istituti a quel punto ci penserebbero due volte prima di usare la liquidità ottenuta dalla Bce per comprare altro debito nazionale.

Insomma, come a dire che gli stress test che verranno condotti potrebbero risolvere tutti i problemi. Non è proprio così. In tutto questo l’Italia sarebbe nei guai.

Come riportato di recente da Bankitalia, i Btp in mano alle banche hanno toccato i massimi di tutti i tempi in febbraio a 351 miliardi e 600 mila euro (vedi grafico).

Più debito il Tesoro emette, più cash le banche dovranno reinvestire per tenere alti i livelli di capitale richiesti e consolidare i loro bilanci, che assumono sempre di più le sembianze di fortezze medioevali destinate a essere espugnate.