Scontro Fed-Trump sui fondi emergenza, Tesoro rivuole soldi non spesi

23 Novembre 2020, di Mariangela Tessa

In attesa dell‘insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente Usa, Joe Biden, è scontro aperto tra l’amministrazione Trump e la FED sui fondi del Cares Act del Congresso, ovvero i fondi creati in risposta ai lockdown di primavera, e che hanno consentito alla banca centrale americana la possibilità di prestare fino a 4.500 miliardi di dollari su vari mercati finanziari.

Negli scorsi giorni, il segretario del Tesoro Steven Mnuchin ha inviato una lettera al numero uno della Fed, Jerome Powell, annunciando che non solo non avrebbe esteso questi fondi in scadenza il 31 dicembre, ma ha anche chiesto indietro i 455 miliardi non spesi nell’ambito del primo stimolo economico, in modo che il Congresso possa decidere una migliore allocazione.

“Nello specifico il Governo vorrebbe che tra le varie facility, implementate per sostenere la crisi, cinque di queste, tra cui il piano di acquisto sui corporate bond, non vengano rinnovate il 31 dicembre, in modo tale che il Tesoro possa utilizzare i fondi in altre spese. Qualora ciò avvenisse, le prime tre settimane di gennaio, ovvero prima dell’insediamento di Biden (che può rifinanziare i piani) sarebbero scoperte da questi strumenti che, fin qui nonostante gli acquisti ridotti (ad oggi poco meno di 25 miliardi di dollari), hanno ben supportato il mercato” dicono gli analisti di MPS Finance.

Dichiarazioni che non sono state digerite dalla Fed, tanto che in una rara risposta pubblica, ha immediatamente criticato la decisione, citando la fragile ripresa economica dovuta all’incremento dei casi di contagio da Covid.

”La Federal Reserve preferirebbe che l’insieme di strutture di emergenza istituite durante la pandemia di coronavirus continuasse a svolgere il suo importante ruolo di sostegno per la nostra economia ancora vulnerabile”, ha affermato la banca centrale americana, che aveva già osservato che non sarebbe stato appropriato lasciar scadere i programmi. “Quando arriverà il momento giusto, e non lo credo che sia ancora, o molto presto, metteremo via quegli strumenti”, aveva detto.

Mnuchin: “decisione  fraintesa”

Dopo le polemiche, che non hanno mancato di sortire effetti negativi sui mecati, Mnuchin ha poi cercato di sminuire l’importanza della decisione che, a suo dire, “è stata fraintesa dalla gente”, aggiungendo che il governo ha “un’enorme potenza di fuoco” per fornire gli aiuti necessari.

“È molto semplice, abbiamo seguito l’intento del Congresso” ha detto. “L’intento della legge era molto chiaro” ha aggiunto, spiegando che era prevista la fine degli aiuti; “ora usiamo i fondi per aiutare le piccole imprese che ne hanno bisogno”.

Il Tesoro e la Fed hanno stabilito congiuntamente una serie di programmi di emergenza nei primi giorni della pandemia e, anche se a volte si sono scontrati su come i programmi dovrebbero essere strutturati e su quanto possano essere efficaci, nel caso della riallocazione dei fondi la decisione va concordata.