Scissione Pd: Matteo Renzi lascia e fonda suo partito. Spread sale

17 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Il caos politico in Italia pare non aver mai fine. Prima la crisi di governo aperta in pieno agosto, ricucita grazie alla formazione di un nuovo esecutivo a guida Pd e Movimento Cinque Stelle.

Oggi arriva la notizia che l’ex premier Matteo Renzi, dopo varie indiscrezione, lascia definitivamente il Partito democratico e fonderà un suo partito. Prima partiranno i gruppi parlamentari, formati da una trentina tra deputati e senatori, già questa settimana. A Repubblica Renzi spiega le sue intenzioni:

“Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più (…) Sono cinque anni che mi dite che rovino il Pd. Basta con questa tiritera sul passato. C’è un futuro ricco di difficoltà, ma bellissimo, là fuori. Lo andiamo a prendere? Lo costruiamo? O ci limitiamo ad aspettarlo rinchiusi nelle nostre correntine? Diciamo la verità: c’è una corrente culturale nella sinistra italiana per la quale io sono l’intruso (…) Il primo gesto del nuovo Pd è stato mettere alle riforme un deputato che ha votato No al referendum e al lavoro un dirigente contrario al Jobs Act (…) oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle.

Augurandosi di andare alle elezioni nel 2023, Renzi ha annunciato che solo in quel momento si presenterà con il proprio simboli e partito e fino ad allora ci saranno solo liste civiche.

Non ci sono più alibi, non c’è più il parafulmine, ognuno cammini libero per la sua strada. In mezzo alla gente, non solo nei gruppi parlamentari. La guerra voglio farla a Salvini, non a Zingaretti”.

Proprio il segretario del Pd commenta la decisione di Renzi:

Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Pd.

In leggero rialzo lo spread tra BTp e Bund oggi. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco si attesta a 136 punti base, dai 133 punti base della chiusura di ieri.