Schroders: sostenibilità, italiani interessati ma poco propensi a investire

30 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Predicano bene ma razzolano male. Questo pare l’atteggiamento degli italiani quando si tratta di sostenibilità e investimenti. Secondo l’indagine annuale Schroders Global Investor Study 2019, il 29% degli investitori italiani (32% a livello globale) dichiara interesse e propensione verso gli investimenti sostenibili ma poi solo il 12% (16% a livello globale) dà seguito alle intenzioni scegliendo effettivamente soluzioni ESG. Secondo l’indagine inoltre il 28% dei nostri connazionali (25% a livello globale), pur dicendosi genericamente interessati al tema, non intendono investirci. Infine, persiste una fetta degli italiani, pari al 9% dei rispondenti (9% il dato globale), che non è nemmeno interessata all’argomento.

Cosa potrebbe indurre gli investitori a cambiare il loro comportamento? Quasi due terzi degli investitori italiani (61%) affermano che investirebbero di più in modo sostenibile a fronte di eventuali modifiche alla legislazione volte a incentivare tale tipo di investimenti, risultando in linea con il 60% degli investitori globali. Allo stesso modo, il 62% degli investitori italiani (60% il dato globale) dichiara che un altro incentivo proverrebbe da rating indipendenti che certifichino l’approccio sostenibile degli strumenti considerati.

L’indagine di Schroders inoltre, sul tema investimenti sostenibili, pone a confronto le generazioni. Ebbene dalle risposte emerge che gli investitori Millennial (18-37 anni) risultano meno consapevoli di Generazione X (38-50 anni) e Baby Boomer (51-70 anni) in merito al contributo concreto che possono dare allo sviluppo sostenibile tramite l’investimento dei propri risparmi.
I Millennial italiani sono convinti che tutti i fondi di investimento, e non solo quelli etichettati come sostenibili, dovrebbero tenere conto dei fattori di sostenibilità sono il 52%. Risultano quindi gli ultimi della classe rispetto a Generazione X (62%) e Baby Boomer (65%).

L’indagine di Schroders inoltre rivela che il 52% dei Millennial italiani inoltre considera sempre i fattori di sostenibilità nella selezione di un prodotto di investimento, cosa che invece pensa il 55% della Generazione X e il 54% dei Baby Boomer. A livello globale, gli investitori della Generazione X sono al primo posto con il 61%, rispetto al 59% dei Millennial e al 50% dei Baby Boomer. Infine, i Millennial italiani che dichiarano di ritenere che i propri investimenti possano avere un impatto diretto nel contribuire a un mondo più sostenibile sono il 56%, a pari merito con la Generazione X, mentre per i Baby Boomer il dato è del 62%.
A livello globale, la consapevolezza della Generazione X (64%) risulta superiore sia ai Millennial (60%) che ai Baby Boomer (57%). L’indagine inoltre pone in luce come gli investitori più giovani sembrerebbero la generazione più propensa ad assegnare alla sostenibilità il primo o secondo posto tra i fattori più rilevanti, tra le 8 possibili opzioni offerte nel questionario. In Italia è il 21% dei Millennial a mettere questi fattori ai primi posti (27% il dato globale), mentre per la Generazione X il dato è del 19% (23% a livello globale) e per i Baby Boomer del 17% (19% a livello globale).

 

Commenta l’indagine Jessica Ground, Global Head of Stewardship di Schroders:

“Persiste il divario tra le aspirazioni delle persone in tema di investimenti sostenibili e la realtà di come esse attribuiscono priorità a questi fattori nelle decisioni finanziarie. Una fetta significativa degli investitori crede chiaramente che gli investimenti sostenibili siano importanti, ma la maggioranza deve ancora traslare questa convinzione in azioni tangibili. Purtroppo, ciò rende gli investitori vulnerabili agli impatti globali causati da questioni come il cambiamento climatico.
È importante che gli asset manager e più in generale l’industria – compresi i policymaker a livello globale – lavorino insieme agli investitori per assicurarsi che questi ultimi individuino meglio i benefici degli investimenti sostenibili e, di conseguenza, siano in grado di accedere ai fondi che permetteranno loro di ottenere tali benefici”.