Sarà una delle recessioni più forti e più brevi mai registrate

23 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

di Jim Cielinski di Janus Henderson Investors

Quella che stiamo vivendo sarò ricordata come una delle recessioni più forti e più brevi mai registrate. Questo spinge gli investitori a farsi delle domande.

In che modo le misure delle principali banche centrali e dei governi hanno impattato le economie e i mercati? I responsabili politici sono andati in panico e sono tuttora in agitazione. Abbiamo avuto l’apertura a enormi deficit di bilancio, un ulteriore allentamento quantitativo, e l’espansione del budget supererà i 6.000 miliardi di dollari quando tutto questo sarà finito. Tendiamo ad abusare dell’espressione “senza precedenti”, ma si tratta davvero di una cifra sconcertante. Inoltre, i tassi di interesse nei G7 hanno raggiunto livelli minimi da record. Quasi ovunque si stanno avvicinando allo zero o al di sotto.

La seconda domanda da porsi riguarda la gravità del lockdown, che è stata terribile, proprio come ci aspettavamo. I dati del secondo trimestre saranno pessimi per le economie e le aziende, uno dei peggiori trimestri di crescita mai registrati. Sarà abbastanza da trascinare la crescita globale dell’intero anno a circa -5% o -6%.

Infine, la durata del lockdown è un’altra questione chiave per gli investitori e, tra tutte, è probabilmente quella che dà più motivi per essere ottimisti.

Le economie stanno già uscendo dall’isolamento. Si potrebbe quindi riscontrare l’arresto della recessione nel secondo trimestre e il ritorno a una fase di crescita entro fine giugno, fatto salvo un ulteriore blocco.
Ad ogni modo, ci vorrà almeno un altro anno e mezzo o due a partire da oggi per tornare ai livelli di un anno fa. E alcuni settori potrebbero non tornare mai più ai livelli raggiunti in precedenza.

Diverse sfide ci attendono, ma i mercati obbligazionari sono ben sostenuti

Cosa significa tutto ciò per alcuni dei mercati obbligazionari?
Per quanto riguarda i tassi di interesse, le banche centrali non vogliono un loro aumento. Stanno acquistando abbastanza titoli nel mercato obbligazionario da impedire che ciò avvenga in modo significativo nel breve periodo.

Riguardo al credito, la liquidità sta tornando e probabilmente d’ora in avanti vedremo le aziende ricorrere al term out e al deleveraging, dal momento che avevano un sacco di debito a bilancio.

Quindi, combinando il tutto, abbiamo un’economia ancora in difficoltà e che porterà alcuni a fallire, mentre altri probabilmente tenderanno a ridurre la propria leva finanziaria.

Le ipoteche e titoli garantiti da attività sono comparti di questo mercato protetti in misura minore rispetto ad altri segmenti. Ma, ancora una volta, si è registrata una rapida ripresa in quei settori più sensibili ai tassi d’interesse come l’edilizia abitativa, ripresa che dovrebbe essere sufficiente a sostenere molti di quei segmenti di mercato più ristretti.

Il contesto di tassi d’interesse negativi o molto bassi sta fornendo un ulteriore stimolo agli investitori nel cercare rendimenti sicuri. Combinando questi fattori si può concludere che alcuni titoli non governativi, specialmente quelli di qualità superiore, dovrebbero beneficiare di una forte domanda, ma anche di una buona protezione da parte dei decisori politici.

Gli investitori non sono fuori pericolo. C’è un rischio significativo che il virus si diffonda o che si debbano bloccare alcuni settori dell’economia. Ma il rischio è più basso di quanto non lo fosse in passato, perché è improbabile che l’intera economia venga bloccata. Per chi ha un orizzonte più esteso, se si riuscisse a tornare a un trend di crescita, si potrebbe dichiarare questa recessione alle spalle, pur ricordandola come una delle recessioni più forti, ma anche più brevi mai registrate.