Sapelli: “Abolire Fiscal Compact per rinegoziare rapporti nell’Ue”

15 Aprile 2019, di Livia Liberatore

L’economista Giulio Sapelli prende posizione per l’abolizione del Fiscal Compact, in un’intervista al giornale La Verità. Incalzato dalle domande del quotidiano, Sapelli sostiene che rinegoziare le regole dell’Unione europea per dare più spazio alle diversità nazionali è troppo difficile: la prima cosa da fare per andare in questa direzione sarebbe abolire il fiscal compact, il patto di bilancio approvato nel 2012 che contiene le regole i paesi dell’Unione Europea si sono dati per coordinare le politiche fiscali e rafforzare la disciplina di bilancio.

Sapelli precisa che “per farlo occorre anche un aiuto politico esterno dagli Stati Uniti, superando il tiepido atlantismo”. In quest’ottica, “far arrabbiare gli Stati Uniti firmando il memorandum con la Cina” è stata una scelta sbagliata, presa da persone ignoranti e da altre che hanno subito la moral suasion della Cina.

Nell’intervista, il professore di Storia economica a Milano, che prima della formazione del governo era entrato nelle candidature alla premiership di area leghista, si mostra critico verso l’attuale costruzione dell’Unione europea:

“L’Ue è diventata un gioco a somma zero, in cui qualcuno perde e qualcuno guadagna (…). Il punto è che non c’è oggi alcuna Europa sociale. Ma come? Siamo il continente che ha inventato il welfare, il continente del piano Beveridge, il continente della Rerum Novarum Eppure oggi non c’è nulla di sociale”, ha detto Sapelli.

Alla fine dell’intervista Sapelli commenta anche la figura del ministro Tria e le scelte di politica economica del governo:

“Penso che Tria si stia comportando da quel galantuomo che è. Però avrebbe dovuto avere più coraggio. E in più se fai il professore, devi farlo fino in fondo. Esempio: la flat tax è una tassa sulla produzione, mentre l’ Iva è una tassa sul consumo. Non si può dire che recuperi di qua ciò che perdi di là”