Salvini senza freni su Bce: “Attacco a Mps causa instabilità, è prevaricazione”

15 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Secondo il vicepremier Matteo Salvini le richieste che sono recentemente pervenute a Mps, recapitate dalla Bce, anziché favorire un rafforzamento della banca e del sistema bancario in senso più ampio, mettono a rischio la stabilità finanziaria. Ricordiamolo, la vigilanza Bce ha suggerito in modo non vincolante, di azzerare il valore dei crediti di difficile esigibilità entro sette anni (2026), tramite accantonamenti pari al 100% del loro valore facciale.

Questo suggerimento pone sfide alla redditività della banca, ma il suo fondamento logico punta verso una maggiore sicurezza dell’istituto. Se si assume un valore basso o nullo per i crediti deteriorati iscritti a bilancio, la banca si troverà più difficilmente a dover fare i conti con perdite inattese. Il che, a lungo termine, dovrebbe incrementare la fiducia, a fronte però dell’immediata prospettiva di minori utili. Le vendite sul titolo Mps sarebbero giustificate da questo, più impellente, aspetto.

Il leader della Lega Salvini ha espresso un giudizio molto duro nei confronti della Bce e delle conseguenze delle sue azioni nella vigilanza.

“Il nuovo attacco della vigilanza Bce al sistema bancario italiano e a Mps dimostra ancora una volta che l’Unione Bancaria, voluta dalla Ue e votata dal Pd, non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario, ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008″, ha dichiarato il vicepremier.

La maggiore presenza di Non performing loans nei bilanci delle banche italiane rende i rafforzamenti patrimoniali particolarmente onerosi per gli istituti tricolore. Il che ha spinto Salvini a ravvisare un trattamento persecutorio da parte della vigilanza Bce.

“L’atteggiamento prevaricatore della Bce che scavalca aggravandole le recenti decisioni della Commissione, pone anche un altro tema fondamentale: può un’istituzione non politica prendere con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini? Indipendenza non vuol dire irresponsabilità. Occorre quindi una trasparenza assoluta sulle decisioni della Bce, come è stato recentemente ribadito dalla stessa Corte dei Conti europea, che lamenta di non essere messa dalla Bce in condizione di controllare i motivi di decisioni così rilevanti per i portafogli dei risparmiatori“.

“Questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti. L’ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi“, ha concluso Salvini.

Oggi il settore bancario continua a faticare a Piazza Affari, a fronte di un Ftse Mib vicino alla parità, l’indice di riferimento per gli istituti di credito (Ftse Italia Banche) è in calo del 2%.